Per il tedesco Oettinger siamo ingovernabili esattamente come Sofia e la Romania

RomaAl commissario europeo all'Energia, Guenther Oettinger (nella foto) scappa il piede dal freno; e innesca una gaffe internazionale.
Secondo quanto riferisce la Bild, davanti a una platea internazionale dice che l'Italia è diventata un Paese «quasi ingovernabile», come la Romania e la Bulgaria.
Ma non si tratta di un commento a «microfoni spenti». Di fronte ai rappresentanti della Camera di Commercio tedesco-belga-lussemburghese, il commissario spiega che l'edificio europeo ha bisogno urgente di una «ristrutturazione. A preoccuparmi sono Paesi che, di fatto, sono diventati ingovernabili come Bulgaria, Romania e Italia».
Ma non risparmia nemmeno la Gran Bretagna (Cameron dice,«governa con gli incredibili peones del suo Tea Party inglese») e la Francia (un Paese «per nulla preparato a ciò che è necessario»).
Una punzecchiata anche alla «sua» Germania: è al massimo della sua massima potenza, ma non crescerà più perché Berlino ha all'ordine del giorno «false priorità: pensa troppo alle quote rosa e al salario minimo».
Secondo Enzo Moavero, ministro per gli Affari europei, quelle di Oettinger sono affermazioni «superficiali e isolate. In Italia non c'è nessun problema di governabilità». E quelle di Moavero sono le uniche voci di esponenti di governo contro le tesi del commissario europeo.
Imbarazzate, invece, le reazioni più di parte tedesca che comunitarie. Il portavoce della Merkel (Oettinger è nato in Germania) sostiene che «non sentirete mai da parte del governo di Berlino espressioni del genere». Mentre una portavoce della Commissione osserva che «i commissari sono uomini politici», ed Oettinger «ha parlato da politico». E aggiunge: «I suoi sono punti di vista personali. E ha tutto il titolo di averli». Insomma, ha ragione.
A rafforzare questa posizione il comunicato diffuso proprio dal portavoce di Oettinger. Innanzitutto non smentisce le affermazioni del commissario e si limita a dire che «sono state riportate fuori dal contesto».
In più, rilancia la posizione originaria, denunciando una certa ignoranza della situazione italiana. «Se non c'è un chiaro mandato da parte degli elettori e nessuna stabile maggioranza nel parlamento nazionale, è più difficile affrontare le questioni di deficit e del debito e la sfida dolorosa ma necessaria messa in atto dalle riforme strutturali».
Al commissario e al suo staff forse sfugge la composizione dell'attuale maggioranza che sostiene il governo.
Per il Pdl, le parole di Oettinger «indignano» (Renato Brunetta); «sono di stampo coloniale» (Fabrizio Cicchitto); dovrebbero stimolare nel presidente del Consiglio «uno scatto d'orgoglio» (Renato Schifani); per l'ex ministro Paolo Romani, il commissario è «inadeguato e incompetente». E pensare che il commissario all'Energia fa parte del Cdu, lo stesso partito della Merkel che in Europa siede tra i Popolari europei insieme al Pdl. Nessuna reazione, invece, da parte dell'altra componente della maggioranza, il Pd.
E nemmeno da parte di altri esponenti del governo, oltre a Moavero intercettato a Bruxelles e la sottosegretaria (Pdl) ai Rapporti con il Parlamento Sabrina De Camillis, per la quale Oettinger nasconde «un sentimento anti-italiano».
E forse, come dice il proverbio, «chi tace, acconsente».

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