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Ultimo saluto tra le lacrime. L'urlo: "Vogliamo giustizia"

Folla a Milano, Bologna e Roma per i funerali di Chiara, Achille, Giovanni e Riccardo. Appello delle famiglie: "L'Italia sia parte civile"

Ultimo saluto tra le lacrime. L'urlo: "Vogliamo giustizia"
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In un pomeriggio di gelo intenso e dolore composto ma sconfinato, durante la giornata di lutto cittadino Milano ieri ha abbracciato per l'ultima volta la "meglio gioventù" portatale via a Capodanno nella strage dell'incendio del pub di Crans Montana, quella rappresentata dagli studenti sedicenni Achille Barosi e Chiara Costanzo. Due funerali svoltisi in contemporanea a partire dalle 14.45 - quella del ragazzo nella basilica di Sant'Ambrogio, quella di "Costi" (il nomignolo con cui gli amici apostrofavano Chiara, ndr) in Santa Maria delle Grazie, a meno di un chilometro l'uno dall'altro - e che sotto la Madonnina stenteremo a dimenticare. Due cerimonie corali, con folle di gente (circa tremila persone in tutto) di ogni età in lacrime: giovani e giovanissimi che si facevano coraggio l'un l'altro mentre singhiozzavano, adulti annichiliti dalla disperazione che rende tutti uguali e tutti molto più vecchi.

Nella chiesa gremita di amici, compagni di scuola e familiari, il ricordo di Achille Barosi è stato affidato alle parole struggenti dei genitori, Erica e Nicola, che hanno tratteggiato il ritratto di un ragazzo maturo, fiero e profondamente legato alle sue radici. Tra il pianto e la preghiera, le note e le parole della canzone di Achille Lauro "Perdutamente" - la preferita dello studente del liceo artistico, cantata anche dalla madre e dai parenti - è emerso così il racconto di un "piccolo uomo" che sognava la giustizia e che ha trovato il destino nel suo luogo del cuore. "Tu, insieme ai tuoi amici, ci avete insegnato cosa sono il coraggio e l'amore", ha detto la madre.

Di Chiara Costanzo in tanti, tantissimi - anche il sacerdote che ne ha celebrato le esequie, Alberto Torriani, ex rettore del Collegio San Carlo a lungo frequentato dalla ragazza e attuale vescovo di Crotone - hanno evidenziato tratti di straordinarietà. Ritenuta punto di riferimento per gioia e ingegno sia a scuola che in famiglia, "Costi" era un'eccellenza anche nel mondo dello sport, apprezzata atleta di ginnastica acrobatica. Lo zio Pietro, in un chiaro riferimento all'inchiesta svizzera sul rogo nel pub "Le Constellation", le ha promesso "di mantenere vivo il senso di correttezza e giustizia" che l'hanno sempre animata; il padre, Andrea, che domani incontrerà la premier Giorgia Meloni, ha ringraziato lo Stato italiano per la vicinanza", augurandosi che l'Italia "si costituisca parte civile" nel processo. Ai funerali, oltre al sindaco Beppe Sala, ha partecipato anche il ministro all'Istruzione Giuseppe Valditara, ma oggi a Niguarda, per visitare gli 11 feriti potrebbe arrivare il presidente Sergio Mattarella.

GIOVANNI TAMBURI A BOLOGNA

L'ultimo saluto a Giovanni Tamburi, sedicenne studente del Liceo Righi di Bologna, si è tenuto ieri mattina alle 11 nella Cattedrale di San Pietro dove amici e familiari si sono stretti in abbracci addolorati. Particolarmente struggente l'abbraccio di mamma Carla al feretro del figlio durante le esequie. "Ho perso un pezzo di vita, ma devo andare avanti per gli altri figli. Ora penso a piangerlo, poi confido che giustizia sia fatta", ha detto la donna al termine della cerimonia. "Quando hai perso la vita, l'ho persa con te", le parole del papà. Tra i presenti, oltre al sindaco Matteo Lepore, le ministre dell'Università Anna Maria Bernini e la Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni.

RICCARDO MINGHETTI A ROMA

Il feretro di Riccardo Minghetti è arrivato nella basilica dei Santi Pietro e Paolo all'Eur alle 11, accolto da una folla di amici e compagni che lo hanno salutato in silenzio, commossi e addolorati. Sulla bara chiara, tra le corone di fiori bianchi, sono stati poggiati tre gigli bianchi. Tra i partecipanti alla cerimonia, oltre ai familiari e amici stretti, anche rappresentanti istituzionali come il ministro dello Sport Andrea Abodi e il ministro della Salute Orazio Schillaci, insieme al sindaco Roberto Gualtieri.

"Riccardo aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l'irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità. Ci ha fatto faticare, ma era buono - ha detto la mamma Carla - Negli ultimi giorni a Crans era felice, stava diventando un bell'uomo, in tutti i sensi".

E la donna ha dedicato un abbraccio speciale a Manfredi Marcucci "che ho visto nascere" ha detto, riferendosi al 16enne amico del figlio che era con lui la notte di Capodanno al pub "Le Constellation" e attualmente ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano in prognosi riservata.

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