“Nordio ti butto dentro una R4”. La scritta choc, firmata dalle Brigate Rosse, è comparsa questa mattina in Via Portuense n. 473. A dare l’allarme sono stati i residenti di zona, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Verifiche sono in corso circa la presenza di sistemi di videosorveglianza ed eventuali enti o siti istituzionali nelle immediate vicinanze. Il riferimento non può che essere ad Aldo Moro, il cui corpo fu ritrovato il 9 maggio 1978 all’interno di una Renault 4 rossa dopo 55 giorni di sequestro per mano delle Brigate Rosse.
“Rivolgo un deferente ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la telefonata con la quale ha espresso la sua vicinanza in merito alle minacce da me ricevute da parte di sedicenti Brigate Rosse”, ha scritto il ministro della Giustizia in una nota. “Per quanto attiene le minacce di morte rivoltemi da sedicenti Brigate Rosse, ringrazio della solidarietà e vicinanza i Presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i colleghi Ministri, Sottosegretari e Parlamentari, in particolare quelli dell’opposizione. Ringrazio inoltre con particolare affetto i colleghi Magistrati del CSM e dell’ANM, e tutti coloro che hanno dimostrato sostegno nei miei riguardi. Quarantacinque anni fa, quando conducevo le indagini sulla colonna veneta delle Brigate Rosse, ricevevo lettere minatorie firmate con la stella a cinque punte. Non sono stato intimorito allora, da giovane magistrato, e ancor meno lo sono adesso da anziano Ministro”, ha aggiunto ancora Nordio.
Sulla scritta sono in corso gli accertamenti anche per individuare la matrice, che non necessariamente è quella del gruppo terroristico. Ormai da anni la firma delle Brigate Rosse viene utilizzata dai gruppi dell’estrema sinistra per intimidire i loro “nemici” politici, con un richiamo ideologico agli anni di Piombo e del terrorismo in Italia. Tuttavia è fondamentale effettuare tutti gli accertamenti del caso per risalire ai responsabili e capire chi davvero ci sia dietro.
“Esprimo la mia piena solidarietà al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità. Al Ministro Nordio va la vicinanza mia personale e dell’intero Governo”. Dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Il presidente del senato Ignazio La Russa interviene con un post social: “Rievocare i crimini compiuti dalle Brigate Rosse è un insulto alla memoria delle vittime e un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia. Nessun delirio eversivo e nessuna intimidazione potranno mai piegare l’azione delle Istituzioni e il primato della legalità. Al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, giunga la mia vicinanza personale e quella del Senato della Repubblica”.
Rievocare i crimini compiuti dalle Brigate Rosse è un insulto alla memoria delle vittime e un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia. Nessun delirio eversivo e nessuna intimidazione potranno mai piegare l'azione delle Istituzioni e il primato della legalità. Al…
— Ignazio La Russa (@Ignazio_LaRussa) July 30, 2026
Tutto l’arco parlamentare ha espresso solidarietà al ministro per la frase gravissima. “La scritta comparsa a Roma contro il ministro Nordio, con il richiamo alle Brigate Rosse e all’omicidio di Aldo Moro, è un fatto estremamente grave. Chi minaccia un ministro della Repubblica minaccia lo Stato. Confido nel lavoro dei carabinieri per individuare i responsabili. Al ministro Nordio, collega e amico, la mia solidarietà e vicinanza”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
La scorta del ministro della Giustizia, già al massimo livello di sicurezza, è stata sensibilizzata alla massima attenzione. “Ogni tentativo di intimidire chi rappresenta e serve le Istituzioni deve essere respinto con assoluta fermezza. L’odio, la violenza e l’evocazione di una delle pagine più buie della nostra storia non potranno mai condizionare l’azione dello Stato. In una democrazia si discute e ci si confronta, anche duramente, ma non si minaccia. Lo Stato non arretra”, ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“La nostra solidarietà al ministro della Giustizia Carlo Nordio per le odiose minacce ricevute. Le scritte apparse a Roma sono un dato inquietante su cui gli organi competenti sapranno fare piena chiarezza”, si legge in una nota dell’Associazione Nazionale Magistrati. “Si tratta di un gesto gravissimo, che colpisce non soltanto il ministro, ma le istituzioni democratiche e la memoria di una delle pagine più dolorose della storia repubblicana. Ci auspichiamo che gli autori vengano individuati nel più breve tempo possibile. La violenza, verbale o fisica, e ogni tentativo di evocare o riportare in vita la logica del terrorismo non hanno e non avranno mai spazio nel nostro Paese”, scrivono Claudia Eccher e Isabella Bertolini, consigliere laiche del Csm.
“Una minaccia vergognosa che richiama il terrorismo delle Brigate Rosse e una delle pagine più tragiche della storia italiana. Solidarietà al ministro Carlo Nordio. Tolleranza zero verso ogni forma di intimidazione politica. Ci aspettiamo una presa di distanza unanime”, si legge in una nota di Fratelli d’Italia.
“Piena solidarietà da parte mia e di tutti i deputati di Fratelli d’Italia al ministro Carlo Nordio, oggetto di una scritta infame come infami ne sono gli autori. Mi auguro che i responsabili di questo attacco che evoca l’assassinio del presidente Aldo Moro vengano assicurati al più presto alla giustizia e che paghino per quanto hanno fatto. La strategia del terrore, la violenza fisica e verbale in questa Nazione vanno fermati senza se e senza ma, con determinazione e senza ambiguità”, sono le parole di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.
“Esprimiamo la più ferma condanna per la scritta di matrice brigatista apparsa a Roma contro il Ministro della Giustizia, Nordio. Si tratta di un gesto vile e inaccettabile. C’è chi prova a riportare indietro le lancette della storia, evocando una delle pagine più buie della Repubblica, ma non glielo consentiremo. Ogni forma di intimidazione, minaccia o richiamo alla violenza politica rappresenta un attacco ai principi democratici e alle istituzioni e va respinta con la massima fermezza. Al Ministro Nordio va la nostra piena solidarietà, con l’auspicio che gli autori di questo gesto vengano al più presto individuati”, si legge in una nota di Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati.
“A nome dei senatori di Forza Italia e mio personale desidero rivolgere piena solidarietà al Ministro Carlo Nordio per la vergognosa e inaccettabile intimidazione di cui è stato vittima. La scritta comparsa a Roma, con richiami alle Brigate Rosse e al barbaro assassinio di Aldo Moro, rappresenta un gesto gravissimo che va condannato con fermezza. Ogni forma di violenza, minaccia o richiamo al terrorismo è incompatibile con i valori della nostra democrazia. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili siano individuati al più presto”, ha dichiarato la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi.
