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Tremonti: "Così le banche tedesche ci hanno fregato"

Tremonti rivela il retroscena del "colpo di Stato dolce" ordito nel 2010 dalla Bce

L'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti
L'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti

"Un problema di euforia incontrollata". Questo secondo Giulio Tremonti ha scatenato la crisi in Europa. Una crisi in cui la Germania ha giocato un ruolo fondamentale.

"Chi ha finanziato con l’euforica magia dell’euro le Olimpiadi, le piscine, le Mercedes in Grecia?", si chiede l'ex ministro in un'intervista a Libero, "Le banche tedesche e francesi, con lauti profitti. Chi ha finanziato le colossali operazioni immobiliari in Spagna? I mutui delle banche spagnole fiancheggiate da quelle tedesche, francesi e olandesi. Chi ha fatto diventare l’Irlanda una portaerei per grandissime banche offshore? Le banche stesse". Insomma, ribadisce, "euforia e mancanza di controllo".

Tremonti punta poi il dito contro la Bce: "Non aveva certo il potere di vigilare sulle singole banche, ma aveva il dovere di vigilare sulla stabilità sistemica della moneta: su questo si è manifestata assente. La crisi non è arrivata dai bilanci pubblici, ma da dietro, dal sistema bancario, trasferendosi poi al debito sovrano". Tutto sarebbe iniziato nel 2010, quando "su centinaia di miliardi di euro, la percentuale di rischio delle banche tedesche è del 42%, di quelle francesi del 32%. Quelle italiane erano al 5%". In quegli anni "il sistema bancario e finanziario del Nord, che negli anni d’oro aveva privatizzato i profitti, con la crisi pensa sia il caso di europeizzare le perdite. I fondi salva-Stati diventano fondi salva-banche, e per rendere possibile questo è caduto il nostro governo".

Il fondo salva-Stati basato sugli eurobond e sul Pil (al 18%) era stato proposto proprio dall'Italia nel 2008, ricorda l'ex ministro. "Ma non eravamo disposti a concorrere al 18% solo a favore delle banche straniere", spiega, "Questa opposizione è stata la causa del colpo di stato dolce, arrivato con il pizzino della Bce il 5 agosto 2011 e completato con l’instaurazione del governo Monti senza passare dal voto. Guardi cosa accade ora che la Bce ipotizza l’acquisto di bond: sembra dare ossigeno. Immagini un ricatto contrario e capirà cos’è successo in quei giorni. E quale fu il primo atto dell’esecutivo Monti? L’Italia sottoscrive il fondo salva-Stati al 18% senza contropartite. I tedeschi non avrebbero mai fatto lo stesso".

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