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Trump, P2, Amazon e Angelucci: il delirio di Ranucci sulla bomba

Il conduttore rilancia la pista politica sull’attentato, evoca Gelli, i magnati del tech, Trump, il governo e i quotidiani di centrodestra. Il dietrofront sulla querela alla giudice Forleo, ma il suo avvocato lo smentisce

Sigfrido Ranucci durante l'evento pubblico a Fiera di Primiero, 19 agosto 2026. ANSA/ JACOPO VALENTI

Sigfrido Ranucci si paragona al Papa. «Report è il giubileo della Rai», dice il giornalista in un colloquio con il Corriere della Sera, mettendo le mani avanti sull’eventuale sostituzione alla conduzione del programma. Frasi che arrivano da Trento, città nella quale il conduttore di Report ha tenuto il suo spettacolo. Non entra nel merito dell’inchiesta sull’attentato e sui rapporti con Valter Lavitola, considerato il mandante dell’attentato. Ma, parlando con Il Fatto Quotidiano e Repubblica, rilancia la pista della regia politica, tirando in ballo per l’ennesima volta i quotidiani del gruppo Angelucci. In riferimento alle repliche che la Rai ha scelto di non mandare in onda, secondo lui «sono state sospese su richiesta di un direttore dei giornali di Angelucci». O almeno così dice al giornale diretto da Marco Travaglio. A quello di Stefano Cappellini, invece, forse ci regala il meglio della sua fase onirica: «Un mandante sopra Valter Lavitola? Mettete in fila tutti i nomi e capite chi è, o meglio chi sono. C’è una chiara regia nella manovra della comunicazione successiva alla bomba contro di me: un piano globale, con noti terminal interni nell’informazione controllata dalla destra italiana. L’obiettivo è la delegittimazione della magistratura e del giornalismo indipendenti, per arrivare a una democrazia della sorveglianza fondata sull’allarme sociale: disegno trumpiano, che però guarda caso riprende il piano di Licio Gelli e della P2». La democazia, poi, sarebbe «sotto attacco della galassia Trump, da Musk a Bezos, da Bannon a Peter Thiel di Palantir». L’altro terreno di scontro è con la consigliera della Corte d’appello di Roma Clementina Forleo: Ranucci ha deciso di querelarla. Motivo?

Forleo aveva avanzato un’ipotesi ma slegata dalla questione della bomba: «Chi sta ricattando Ranucci? Perché vuole a tutti i costi mantenere il timone di Report con la minaccia di spifferare le chat con “tutti”? E chi sono i “tutti” di cui parla?”», aveva scritto. Ranucci ha affidato al suo legale la replica: «Dispiace che una magistrata ben consapevole dell’importanza delle dichiarazioni pubbliche di chi riveste ruoli istituzionali, abbia fatto affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose, per le quali Ranucci è costretto a rivolgersi alla Autorità Giudiziaria».

Pronta la replica di Forleo all’iniziativa giudiziaria di Ranucci, che spiega come il suo post nascesse dalle notizie «riportate sugli organi di stampa e in particolare sul Foglio a firma di Carmelo Caruso e da Salvo Sottile sulla sua pagina Facebook. Notizie che non sono state mai smentite dall’interessato. In uno Stato di diritto ciascuno risponde delle sue condotte e delle sue querele». In serata però ospite di una kermesse culturale in Trentino, Ranucci ha fatto una retromarcia sull’azione legale contro la Forleo, ma solo per annunciarne un’altra: «Non farò querela. (Forleo, ndr) ha detto correttamente che ha ripreti, abbiamo tutto il tempo per confrontarci e trovare un accordo».

Ma intanto le voci sul passaggio a Mediaset continuano a rincorrersi nel vuoto estivo. Per carità, rumors. Ma Pier Silvio Berlusconi aveva aperto più di uno spiraglio già a luglio alla presentazione dei palinsesti: «Mentana ha la mia stima professionale e il mio affetto per pezzi di una vita insieme e la mia gratitudine per il Tg5 che è un pezzo portante di Mediaset». E ancora il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope (si legso notizie fatte dal Foglio e da Sottile e quindi ha tracciato i mandanti, diciamo così. Ora sposteremo l’attenzione. Loro per scrivere quelle cose sicuramente hanno le prove». Quindi, sembra di capire, la querela sarà recapitata a loro. Salvo che pochi minuti dopo il legale di Ranucci smentisce la smentita: «Nessun dietrofront. Procederemo a presentare la querela nei confronti della giudice, Clementina Forleo, per il post che ha pubblicato su Facebook».

Ranucci è in assetto di guerra e riapre lo scontro anche con Selvaggia Lucarelli: «Siamo al punto che mi imputa rapporti spregiudicati. Sarebbe interessante citare i suoi», scrive. Come se con quel «perfino» avesse bisogno, tanto per cambiare, di ribadire la propria superiorità.

Parole, quelle del conduttore di Report, che la giornalista, comprensibilmente, non ha preso per niente bene: «Sono molto stupita della frase modalità pizzino su di me. L’argomentum ad hominem per delegittimare chi scrive e fa il suo lavoro però me lo aspetto dai fasci, non da Ranucci». Cambiano i tempi, ma il metodo Ranucci sembra restare intatto.

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