Re Sergio, il monarca della Repubblica: quante volte l’ha sentita, soprattutto dopo il secondo mandato. Ma imperatore no, questa è nuova, eppure eccolo Mattarella, la tunica bianca e amaranto, il girocollo ornato con una greca dorata, seduto sul trono vicino alla figlia Laura mentre Vannacci vestito da centurione con gli addominali in bella vista gli porge un papiro con la richiesta di grazia per Roggero, mostrato ai ceppi nel carcere Mamertino. Clemenza poi concessa, evidentemente dopo un consulto con la statua della giustizia bendata. Musica epica in sottofondo.
Un filmetto di due minuti, intelligenza artificiale scatenata, fan di Futuro Nazionale in delirio.
Stavolta però l’ultima provocazione del generale rasenta il vilipendio del presidente della Repubblica, reato non trascurabile, e provoca l’irritazione e l’indignazione bipartisan. Proprio l’altro giorno infatti Giorgia ha raccolto l’invito di Elly Schlein stringendo un patto contro il deep fake per evitare che in campagna elettorale il confronto politico sia inquinato da video prodotti con l’IA: i personaggi reali inseriti in un contesto di fantasia possono causare equivoci e confusione. Carte false, gioco truccato.
La risposta del generale non si è fatta attendere. Robertus Vannaccius, dopo aver condannato a morte i leader del campo largo e cantato l’inno alla remigrazione, stavolta ha alzato parecchio il tiro. A Palazzo Chigi sono irritati. Sul Colle sono sorpresi, forse infastiditi
perché la persona del capo dello Stato è usata per una propaganda di parte, però allargano le braccia. Nessuna replica al momento, del resto come si fa a rispondere a un video farlocco, che si basa su dati di fatto non corretti? Se mai Mattarella volesse concedere la grazia al gioielliere, certo non potrebbe farlo adesso, senza aspettare l’iter previsto dalle leggi, senza nemmeno che le motivazioni della sentenza siano state depositate. E se ci sono profili di reato, ci penserà eventualmente la magistratura, il Quirinale non solleciterà interventi.
