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Dopo il video delle lezioni di voto islamico ecco il tour elettorale. Scoppia il caso Pd a Venezia

Nel capoluogo veneto monta la polemica sui candidati dem di fede musulmana: appelli al voto in lingua straniera, preghiere e tour porta a porta

Dopo il video delle lezioni di voto islamico ecco il tour elettorale. Scoppia il caso Pd a Venezia
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Dopo il video diventato virale in cui i candidati islamici del Pd a Venezia fanno “lezioni” ai loro seguaci su come sbarrare il simbolo dem sulla scheda elettorale, ecco che arriva anche la sfilata. Sono ben sette le persone di fede musulmana candidate alle Amministrative, per cui si voterà il 24 e 25 maggio. Mentre passeggiano per le strade della città indossando magliette con su scritto “la forza di cambiare” tengono un discorso che abbiamo dovuto necessariamente far tradurre, perché non era in italiano.

A quali elettori si rivolgono, quindi? Difficilmente agli italiani. “Cerco di raggiungervi per chiedere il vostro sostegno e le vostre preghiere”, è una delle frasi di Ali Hossain. “Io sono Hossain, vi chiedo di pregare per me. Vi invito tutti a votare per Ali Hossain e a sostenerlo con le vostre preghiere”, poi aggiunge che allo stesso tempo si può votare anche per gli altri che sono nella stessa lista. Poi annunciano il metodo porta a porta: “Stiamo cercando di passare casa per casa. Se non siamo ancora riusciti a raggiungervi, scrivetelo nei commenti e, se Dio vuole, verremo da voi. E se pensate di volerci bene e di stare al nostro fianco, vi chiediamo di condividere le nostre informazioni con tutti gli altri”.

Non una frase su quello che hanno intenzione di fare per la città, ma soprattutto per i cittadini di Venezia che hanno certamente altre priorità rispetto a proposte come il cimitero islamico.

Ma c’era da aspettarsi che una comunità così numerosa (circa 30mila musulmani di cui la metà bengalesi) non restasse in silenzio. E avremmo dovuto capire le intenzioni da quando sono spuntati i loro volantini che invitavano al voto “in nome di Allah”.

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