Può un ex ministro della Salute mentire a una commissione parlamentare d’inchiesta? Sì, secondo Antonella Zedda, il senatore Fdi che oggi ha ricostruito con le sue domande l’audizione di Guido Silvestri, lo scienziato italo-americano che avrebbe voluto donare 10mila dosi di monoclonali Eli Lilly per un trial clinico a carico del colosso farmaceutico prima della seconda ondata Covid nell’autunno del 2020, saltato per motivi burocratici posti da Aifa, che poi se li è rimangiati nel febbraio 2021, facendoli acquistare a duemila euro a dose. C’è una lettera scritta proprio a Speranza in cui Silvestri lo aveva avvertito di questo rischio, ma è rimasta lettera morta.
La settimana scorsa l’ex ministro della Salute Roberto Speranza ha sostenuto che volesse utilizzare quella sede per fare chiarezza su tutto. Oggi abbiamo scoperto che invece avrebbe utilizzato quella sede per mentire…
«Esattamente. Speranza ci ha raccontato che se fossero arrivati i monoclonali gratis sarebbe stato felice di prenderli subito. Oggi invece scopriamo che lui era stato messo al corrente in prima persona di quella opportunità, dai fatti che gli uomini di scienza raccontano e certificano, documenti alla mano pare non abbia fatto proprio nulla per accompagnare questa opportunità per gli italiani che avevano contratto la malattia da Covid-19. Addirittura non ha risposto ad una e-mail che uno dei più grandi scienziati italiani, quale è il professor Silvestri, gli aveva mandato per avvisarlo e coinvolgerlo nella donazione».
In realtà in commissione covid Speranza si è fatto scudo con un comunicato di Aifa che ha negato quella donazione, così come ha affermato che anche laddove quella donazione fosse esistita non sarebbe stato possibile usufruirne perché Ema non si era ancora pronunciata con le relative autorizzazioni. È così?
«No. Già il professor Giorgio Palù (ex numero uno Aifa, ndr) aveva sconfessato queste circostanze in audizione. Cosi come il nulla osta di Aifa sull’acquisto di monoclonali per un controvalore di 40 milioni di euro tra febbraio e marzo 2021 senza il pronunciamento di Ema contraddice senza ombra di dubbio i contenuti di quel comunicato. Come del resto ha ben contestualizzato lo stesso Silvestri questa mattina».
Perché Aifa ha detto tutto e il suo contrario?
«È quello che stiamo cercando di capire, visto che ad oggi nessuno ha mai dimostrato che vi erano delle ragioni scientifiche dietro alla rinuncia di 10mila dosi di monoclonali. Infatti ci risulta non ce ne fossero, a conferma c’è invece questo articolo scientifico apparso sul New England, citato oggi dal professor Silvestri. Da quel che è emerso sui monoclonali Eli Lilly, l’unico ad opporre dubbi - a parole, mai supportato da letteratura scientifica - è stato il professor Giuseppe Ippolito, che in qualità di direttore scientifico dello Spallanzani era cointeressato in prima persona nel processo di sviluppo e ricerca dei monoclonali con Toscana Life Science (fondazione nell’orbita del Partito democratico) su cui, tra l’estate e l’autunno 2020 aveva investito il governo e che, nel periodo della donazione, si apprestava a definire gli ultimi dettagli per passare alla produzione degli stessi».
Palù nella sua audizione e Silvestri oggi hanno definito i monoclonali della Eli Lilly dei salvavita in quel momento storico…
«Sì. Il periodo di riferimento era l’autunno 2020, a ottobre abbiamo avuto il picco di contagi e l’inizio della famigerata seconda ondata, non esistevano ancora i vaccini, secondo molti scienziati, auditi in commissione, gli anticorpi monoclonali avrebbero salvato le vite di molte persone fragili. Rinunciare a questa opportunità durante una emergenza è francamente inconcepibile sia dal punto di vista razionale, sia da quello scientifico e umano».
Questa commissione purtroppo bistrattata dai grandi giornaloni sta toccando interessi molto delicati...
«Il lavoro della commissione, ahinoi, sta facendo emergere il modus operandi di una classe politica abituata a detenere il potere e a piegare le situazioni, anche le più critiche, alle scelte degli amici per gli amici. Non è un caso che la commissione Covid non sia indifferente alle opposizioni ed ai quotidiani del loro perimetro politico, tanto da sottoporla a continui e sterili tentativi di delegittimazione. Ma noi abbiamo promesso che saremmo andati fino in fondo. E la loro acredine è la prova non solo che stiamo mantenendo la parola data e che lo stiamo facendo bene».
