L’ex pm: "Spionaggio? Non sapevo di essere ToninoSuperbond"

Dopo l’autodifesa urlata di tre giorni fa, Antonio Di Pietro torna ad
affidare al blog il suo pensiero sulla sua presunta collaborazione con
i servizi segreti ai tempi di Mani Pulite

Dopo l’autodifesa urlata di tre giorni fa, Antonio Di Pietro torna ad affidare al blog il suo pensiero sulla sua presunta collaborazione con i servizi segreti ai tempi di Mani Pulite: «Capperi, chi l’avrebbe mai detto! Stando a quanto dicono i giornali (non tutti, solo i soliti due compari di merende), ho scoperto di essere stato, e forse di esserlo ancora, un importante agente dei servizi segreti italiani ed internazionali, in particolare del Sismi e della Cia. Non sapevo di essere “Tonino Super Bond”». Di Pietro si riferisce a quanto pubblicato ieri anche dal «Giornale», ovvero il racconto dell’ex 007 Francesco Pazienza, che scrisse di aver visto Tonino nel ’94 alle Seychelles, dove l’allora pm stava investigando, al di là dei suoi effettivi compiti. «Quasi, quasi, non smentisco nulla e lo lascio credere», prosegue Di Pietro, ma questa «rischia di esser la più grossa balla del secolo». Quella che Tonino definisce «una vacanza», fu invece definita «indagine irrituale» dai giudici del processo sul crac del Banco Ambrosiano. Sulla vicenda si è espresso ieri Fabrizio Cicchitto: «Gli 007 non bruciano mai i propri agenti : le foto non proverebbero nulla, ma comunque su Di Pietro non si troverà mai alcuna prova».
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