L’identikit di un veleno «invincibile»

Quella che si chiama genericamente «diossina» corrisponde in realtà ad oltre 200 sostanze diverse, 17 delle quali altamente tossiche per l’uomo. Nei Paesi industrializzati, l’esposizione di fondo della popolazione è stimata in un miliardesimo di milligrammo. Secondo l’Authority irlandese per la sicurezza alimentare, nelle carni di maiale contaminate sono presenti livelli di diossina superiori da 80 a 200 volte rispetto al valore minimo: «Un livello che corrisponde a un rischio per la salute pubblica molto, molto basso. Si dovrebbero mangiare prodotti con questi contaminanti per 40 anni prima di avere alcun segno di malattia». Ma la diossina è un veleno molto persistente: si lega facilmente al materiale organico e sono necessari mesi, perfino anni, prima che venga degradata. Nel corpo umano si accumula nei grassi.

Se ingerita in grandi quantità può provocare lesioni della pelle, calo della fertilità, ritardo della crescita, tumori. La contaminazione più violenta mai avvenuta in Italia, quella del luglio 1976 a Seveso, ha fatto registrare casi di acne e violenti eritemi nella pelle umana persistenti anche a distanza di oltre vent’anni.

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