L’impresa lombarda fa da baluardo alla crisi

La nostra Regione si conferma la locomotrice economica del Paese con
una produzione che rappresenta il 21% del Pil. Brugnoli, direttore
dell’Istituto: «Abbiamo assorbito la recessione grazie al tessuto
produttivo di piccole e medie imprese»

La Lombardia locomotrice economica d’Italia. È quanto emerge dal bilancio di fine legislatura dell’Istituto regionale di ricerca della Lombardia, che esamina le trasformazioni del contesto economico sociale dal 2006 al 2010 e le politiche attivate dal governo per accompagnare tali cambiamenti. In concreto si parla di un cofanetto, organizzato in un volume centrale di 550 pagine, dal titolo «Lombardia 2010: società, governo e sviluppo del sistema lombardo» e da 4 dossier tematici: Regione e istituzioni (80 pag), Lavoro e impresa (150 pag), Famiglia e salute (130 pag), Ambiente e sviluppo (180 pag). Il dossier economico si apre con un capitolo introduttivo sul quadro economico finanziario, seguito da una parte sulla competitività delle imprese e altri 7 che si articolano sulla falsariga dell’organizzazione degli assessorati e delle deleghe.
Sfogliando le 150 pagine del documento il dato che spicca è che la Lombardia si conferma traino per l’economia nazionale: il 21% del Pil nazionale è targato «made in lumbardy», così come l’apporto nel settore industriale, che rappresenta il 26,2% del valore aggiunto nazionale, e quello dei servizi con il 19,5%. In continua crescita, dal 2005, il settore delle esportazioni, che ha totalizzato la bellezza di 100 miliardi di euro di valore, ovvero il 28% del volume delle esportazioni dell’intero stivale. Secondo i dati aggiornati di Infocamere, inoltre, sotto il simbolo della rosa camuna si contano 825.246 imprese attive pari al 15,65% del totale nazionale.
La crisi? Non ha gravato sull’economia come in altri Paesi, tanto che all’ombra del Pirellone si registra un tasso di disoccupazione del 4% contro il dato europeo e nazionale del 7%. «Dobbiamo essere orgogliosi di come la Lombardia ha saputo reagire alla crisi - commenta il presidente Roberto Formigoni -. Il nostro territorio continua a trascinare il sistema Italia: la ricerca Irer fotografa una Lombardia ancora forte, capace di guardare avanti facendo leva sui distretti industriali, le eccellenze artigiane, le risorse del commercio. Lavoro, sostenibilità, ricerca: ci muoviamo lungo questi tre assi per ribadire che nessuno verrà lasciato solo. Regione Lombardia, grazie all’accordo con il governo, garantisce gli ammortizzatori sociali per tutto il 2010».
A confermarlo la previsione per il 2010: secondo l’Istat infatti si registrerà nella nostra regione una crescita dello 0,8% contro 0,2% a livello nazionale. «Il modello lombardo ha tenuto - commenta il direttore dell’Irer, Alberto Brugnoli - e ha permesso di assorbire la crisi dal punto di vista economico e sociale. Merito della configurazione del tessuto produttivo lombardo e italiano, in generale, composto da piccole e medie imprese, spesso a struttura famigliare, attenta alla programmazione a medio e lungo periodo, all’occupazione e al coinvolgimento dei dipendenti nella stessa gestione dell’impresa». Dal punto di vista politico sono due i provvedimenti che hanno permesso di fronteggiare la crisi: «L’accordo di programma con il sistema delle camere di commercio - spiega Brugnoli - ha permesso di destinare 256 milioni di euro a favore delle imprese, mentre la legge 1/2007 ha movimentato 1032 milioni di euro solo nel 2009 a sostegno delle attività produttive».
Bene anche il settore della ricerca e dello sviluppo: secondo gli ultimi dati Istat, riferiti al 2007, la Lombardia si classifica al primo posto per investimenti in ricerca, e per numero di richieste di brevetti e di registrazioni.
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