L’étoile Roberto Bolle: «Outing lo fai solo se lo vuoi»

Il privato è uguale per tutti. E fare confessioni, in proposito, è una decisione del tutto personale. Così la pensa Roberto Bolle, primo ballerino della Scala. «Outing? Lo fai se lo vuoi. Il privato è privato per tutti». A pochi giorni dal Gala in favore del’Unicef, all’Arena Flegrea di Napoli, il ballerino chiarisce la sua posizione in merito alla presunta omosessualità, di cui si parlò a lungo dopo una sua intervista rilasciata a una rivista francese: «La società si è evoluta e non credo esistano pregiudizi nei confronti dei gay. Ma il punto è - ha spiegato Roberto Bolle al settimanale A - che io non mi sono mai pronunciato e mi sono ritrovato al centro di un caso senza che nessuno mi avesse chiesto niente. Non lo trovo giusto». Scoperto da Nureyev a 15 anni, primo ballerino della Scala a 21, primo italiano a essere nominato «principal dancer» al Metropolitan di New York, Bolle ammette: «Essere bello mi ha aiutato tanto. La danza si basa sull’estetica. Ma un po’ come per gli attori di Hollywood, se sei bello corri il rischio di non essere considerato abbastanza “interprete”: Charlize Theron ha dovuto imbruttirsi per dimostrare quanto era brava».