L’Udc accusa il governo e apre le porte a Rutelli e Fini

All’attacco del governo, del premier Silvio Berlusconi, del Giornale. E in attesa dei due personaggi chiave; degli unici che possono fare degli stati generali dell’Udc iniziati ieri, l’embrione di una nuova area politica: Francesco Rutelli e Gianfranco Fini. Sicura la presenza dell’esponente centrista del Pd, a disagio nel partito fondato da Walter Veltroni e che difficilmente resisterà in quello guidato da Pier Luigi Bersani. Domani sarà probabilmente accolto da leader accanto a Pier Ferdinando Casini, Rocco Buttiglione, Savino Pezzotta e Lorenzo Cesa. Definita in serata anche la visita di Fini. La sua non sarebbe però una presenza organica al disegno centrista, spiegano esponenti dello scudo crociato. Troppe le distanze su molti temi, visto che l’Udc e anche la futura Cosa bianca che nascerà dopo le regionali, saranno vicini alla Chiesa. Visto il clima, la sua non potrà che diventare l’occasione per una nuova presa di distanza dall’esecutivo e dal premier. Il terreno lo ha preparato il segretario Udc Cesa. «Il governo si è rinchiuso in un fortino e gioca alla guerra contro tutti». Berlusconi «arma la penna dei giornali di famiglia» e ogni paragone con Alcide De Gasperi è fuori luogo. Il governo «sta affondando l’Italia, De Gasperi l’ha costruita». Se si dovesse guardare alla tre giorni che mette le premesse per la nuova formazione politica che ingloberà, oltre all’Udc, la Rosa Bianca e il movimento di Magdi Cristiano Allam, si dovrebbe arrivare alla conclusione che l’Udc guarda a sinistra. Per il momento i centristi dicono di pensare solo alle alleanze con il mondo cattolico. Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, attaccando governo e opposizione, ha chiesto ai centristi di fare da sponda all’altra Cosa bianca, quella costituita dal sindacato, da Confcooperative e da associazioni di imprese provenienti dalla tradizione Dc. Ma se la prospettiva sono le regionali il discorso torna politico. Per il momento, assicurano Buttiglione e Cesa, la linea è quella dell’autonomia. Se questa linea reggerà fino alle amministrative è tutto da vedere.
AnSig