La5 ricomincia dall’inizio: il primo Grande Fratello

Ha deciso di iniziare da dove è iniziato tutto. E che impressione vedere come eravamo... La5, il nuovo canale digitale Mediaset gratuito, ha aperto i battenti rimandando in onda, oltre al resto, la prima puntata della prima edizione del Grande Fratello. Era il 14 settembre del 2000, c’era Pietro Taricone, nella casa di Cinecittà era previsto un orto per l’autosostentamento dei reclusi con piantine di basilico americano e genovese, e le telecamere, i dieci eroi, andavano a studiarle da vicino. Accostando i loro volti stupiti che i telespettatori, dal proprio divano, vedevano sempre più grandi man mano che si facevano incombenti. Era il 2000 ma era l’autunno di un’altra vita. In studio c’era Daria Bignardi, tutto sommato ignara della rivoluzione che stava tenendo a battesimo, potenzialmente perfetta per sdoganare l’esperimento che stava per cambiare la nostra televisione. Sarebbe stata la manna ma era troppo scettica. E poi non ha avuto l’intuizione, come un Luca Zingaretti di Montalbano o un Giulio Scarpati di Un medico in famiglia, di tornare a passo di carica sul ruolo rinnegato. Eppure sarebbe stata perfetta per sottolineare il vero valore del programma, cioè quello sociologico. Per quello funzionava, perché era una palestra di sociologia spiccia, di interazioni casuali, di commistioni improbabili. Un successo che ha travolto pure chi ha scelto di trasmetterlo. Chissà come la condurrebbe oggi, la Bignardi, quella prima fondamentale puntata che è rimasta irreplicabile malgrado le altre dieci edizioni in cui hanno declinato il reality. Solo Taricone e i suoi amici (Plevani, Beta, La Rosa, Casalino... ) scelti tra i tremila selezionati dai quattordicimila che si erano presentati ai casting, sono stati unici, in quanto primi. Gli altri, tutti gli altri che sono venuti dopo i protagonisti di quella prima avventura, non sono arrivati nel format da vergini. E noi, che guardavamo, non avevamo più lo sguardo vergine, mentre, col telecomando in mano, ci sintonizzavamo sulle versioni successive. Quella del primo Grande Fratello era la tv che non aveva ancora le rughe. Oggi la tv le rughe le spiana col nuovo. Ma il vero nuovo è stato quel primo Grande Fratello. Con concorrenti ignari, conduttrice ignara, pubblico ignaro. Perché sì, vale anche per chi stava davanti alla tv: come eravamo? La nostra storia televisiva non è fatta più di bianco e nero. La nostra storia recente è il primo Grande Fratello. Una prima volta profetica e irripetibile. Da cui La5 è genialmente ripartita per cominciare.

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