Lamborghini Gallardo da godere Al volante divertimento garantito

I costi di progettazione e di produzione, insieme al calo costante delle vendite, obbligano le case automobilistiche a fondersi per condividere tecnologie e meccanica. Questo avviene sia per i grandi gruppi sia per quelli piccoli. Si arriverà a una lenta, ma inesorabile perdita d’identità e di specificità: ci saranno marchi diversi, ma con meccanica uguale (per qualcuno è già così). Anche i produttori di supercar non sono immuni da questo destino. C è chi, però, continua a sfornare auto da sogno vere, in grado di stimolare le parti più recondite dell’animo umano. Macchine capaci di far venire la pelle d’oca ogni qual volta lo sguardo incrocia le loro linee, così nette e decise, ricche di tradizione e di sportività.
È il caso di Lamborghini, la piccola impresa di Sant’Agata Bolognese che dal 1963 continua nella sua missione: quella di far sognare. La fabbrica si sviluppa su due linee per i quattro modelli in produzione: Gallardo e Murciélago nelle versioni coupé e spyder (o roadster). Le macchine sono assemblate interamente a mano, in risposta a chi sostiene che Audi ha rovinato il mito, industrializzando le produzioni. Se mai il gruppo tedesco ha introdotto gli standard qualitativi teutonici migliorando i prodotti. Oggi si producono 2,3 auto al giorno per un totale di circa 2mila l’anno. Abbiamo provato la Gallardo Spyder (nella foto), la «baby» versione «open» della casa del Toro. Estro, creatività, azzardo e stile si fondono in un connubio dei sensi. Le sensazioni sono uniche: i sedili bassi e profilati al punto giusto, la pedaliera in alluminio satinato e il massiccio volante dalla corona maggiorata trasmettono subito l’idea di solidità strutturale. L’abitacolo ricoperto di pelle e lo schermo da 16:9, in stile Audi, completano la dotazione.
Esclusività, lusso e sportività sono le parole più idonee per definire questo «mostro». Esternamente l’auto s’identifica subito grazie ad un’autonomia progettuale e di stile che ha sempre contraddistinto la casa emiliana. Sembra scolpita da un unico blocco di metallo, le linee nette e decise lasciano senza fiato. È un’auto molto appariscente pur senza mai cadere nel volgare. Il motore è un 10 cilindri 5.2 a iniezione diretta in grado di erogare ben 560 cv a 8mila giri per 540 Nm di coppia a 6.500 giri (0-100 in 4 secondi netti e velocità massima di 324 orari). Alla guida la potenza è da subito chiara: a ogni affondo di gas la macchina schizza verso l’orizzonte con un allungo che non termina mai. Le quattro ruote motrici e il motore longitudinale posteriore regalano il giusto bilanciamento strutturale. Percorrere una curva è come tracciare un disegno all’interno delle leggi della fisica, l’accelerazione laterale è talmente alta che gli occhi iniziano a far male. Il motore sale di giri in maniera fluida, non è mai brutale; lo sterzo è preciso e rigido al punto giusto e le quattro ruote motrici completano il quadro regalando una dose aggiuntiva di sicurezza. Solo nelle curve più strette e lente si avverte un leggero ma gradevole sottosterzo.
Infine, il cambio automatico E-Gear (optional) offre due modalità di utilizzo: automatico, per districarsi nel traffico, e manuale con la cambiata che avviene attraverso i bilanceri posti dietro il volante. In entrambi i casi è possibile scegliere diverse tarature del cambio: normale, sportiva o race. È una vettura che sintetizza in maniera perfetta la difficile dicotomia tra prestazioni, comfort e semplicità di utilizzo.