Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 19:33
Politica

«Lamentarsi dei figli è diventato un tabù Io invece lo dico: mia figlia è una iena»

Francesca Del Rosso, il suo libro, «Mia figlia è una iena» (ed. Kowalski), è provocatorio o coraggioso?

«Realistico. Mia figlia ha 4 anni ed è una iena. Angelica è bionda con occhi azzurri, ma indole da diavoletto».

Cosa avrà combinato in 48 mesi?

«Ha cominciato in ospedale a strillare appena nata e neppure in nursery la volevano. Dovevo tenerla sempre con me senza poter riposare 5 minuti. Era una sirena ambulante».

Gli strilli vanno messi nel conto.

«Sì, ma poi è stato peggio».

Dunque se tornasse indietro...

«Ho fatto di più. Siccome peggio di così non mi poteva andare, ho azzardato il bis. Ed è venuto fuori Matteo, buonissimo».

Allora far la mamma non è così male.

«È una gran fatica, diciamocelo. Molti lo pensano, ma non hanno il coraggio di dirlo. I figli sono spesso dei rompiballe, insopportabili».

Adesso si mette a parlare come i francesi che fanno lo sciopero del pancione.

«Una delle ideatrici dell’iniziativa però ha due figli. Questa forma di protesta in parte è un atteggiamento. Però è anche un modo per rompere un tabù: dire apertamente che i figli spesso creano un sacco di problemi tra lavoro, case e portafogli. Insomma le mamme sono stremate».

Cosa consiglia nel suo manuale?

«Odio i manuali. Ma questo è a capitoli brevi, da leggere in pochi minuti quando ci chiudiamo in bagno per isolarci dalle iene. E racconto la mia esperienza offrendo suggerimenti».

Sulla nanna, per esempio?

«I bambini sono come gli animali, vanno addestrati. Se fatichi a resistere al pianto, mettiti i tappi e convinciti che il neonato si fa i polmoni».

Paolina Bonaparte diceva: «La prima metà della vita è rovinata dai genitori, la seconda dai figli».

«Forse è eccessivo. Però ogni tanto bisogna scappare e delegare. A mio marito dico sempre: sui figli, metà oneri e metà onori».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.