La nuova frontiera per lintervento di cataratta si chiama laser a femtosecondi, una tecnica che operando con impulsi laser della durata del miliardesimo di secondo consente di eseguire il taglio necessario per accedere al cristallino e quindi incidere linvolucro della cataratta e parte del cristallino. Questa nuova metodica è stata presentata a Milano al Congresso internazionale «Videocatarattarefrattiva 2011» che si è tenuto venerdì e sabato. «É una tecnica rivoluzionaria, siamo nel campo delle nanotecnologie e con misure temporali dellordine del miliardesimo di secondo, che la scienza, in continua evoluzione, ha raggiunto dopo decenni di studio e sperimentazioni e che consente una precisione dintervento, una sicurezza operativa e un decorso operatorio e postoperatorio più semplice con una guarigione più veloce ed un migliore recupero funzionale dellocchio operato», afferma Lucio Buratto (nella foto), un pioniere delloftalmologia le cui capacità sono riconosciute anche allestero. Ha la più alta casistica sulla cataratta, con oltre 23mila interventi eseguiti. Il laser a femtosecondi è in pratica un bisturi di luce, già operativo in Europa, ma con un solo esemplare presente proprio a Milano, nel Centro Ambrosiano Oftalmico. La nuova metodica semplifica e rende più sicuro lintervento di cataratta (in assoluto loperazione chirurgica più diffusa in Italia, con quasi 500mila pazienti operati ogni anno). Consente di eseguire il taglio corneale monitorando la sua estensione e profondità attraverso un sistema clinico di analisi del segmento anteriore (cornea, iride e cristallino), chiamato tomografia a coerenza ottica che esegue una sorta di TAC delle strutture anatomiche da operare permettendo così un controllo in tempo reale della sua azione. Le incisioni del laser sulla cornea sono molto esatte al millesimo di millimetro, nette e facilmente programmabili e riducono il problema del possibile astigmatismo corneale, indotto dalloperazione, con possibilità anche della correzione di quello preesistente. La frantumazione della cataratta con laser a femtosecondi riduce (ma non elimina del tutto) lutilizzo della frammentazione classica fatta con la sonda ad ultrasuoni che, comunque, allo stato attuale della chirurgia con femtolaser è ancora necessaria.
«Poter usare il laser è comunque un grande vantaggio - precisa Buratto - perché minore è la manipolazione meccanica allinterno dellocchio, minore è il rischio che le strutture bulbari possano soffrire per lintervento».
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