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"La Lega a Vigevano paga i candidati musulmani"

Il segretario Massimiliano Romeo ammette l'errore: "Ora arriva Centinaio a dettare la linea. Ma non inseguiremo Vannacci"

"La Lega a Vigevano paga i candidati musulmani"
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Perché "noi non dobbiamo inseguire nessuno". Il senatore e segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo, non sembra preoccupato dall'ascesa del generale Roberto Vannacci. Dopo le amministrative, è tempo di bilanci: "Ci confermiamo il partito dei sindaci che parla ai territori. Certo, quella di Vigevano è la sconfitta che fa più male" prosegue Romeo, convinto che i motivi siano da ricercare soprattutto nella scelta di candidare due esponenti musulmani: "Bisogna sempre avere coerenza. Quella decisione ha pesato tanto e magari in molti hanno preferito votare il candidato di Vannacci". Romeo suona anche la sveglia sulle prossime Comunali di Milano: "Siamo già in ritardo. Chiudiamoci dentro una stanza per tutto il tempo necessario e scegliamo il candidato".

Onorevole Romeo, la sua analisi sulle amministrative?

"In Lombardia, in questa tornata, abbiamo nove sindaci targati Lega, di cui otto riconfermati. A Lecco siamo determinanti per arrivare di slancio al ballottaggio e a Voghera abbiamo fatto un ottimo risultato, grazie al lavoro dell'assessore Elena Lucchini. A Mantova sapevamo che la partita era complessa, ma a Viadana possiamo strappare un sindaco. Nel Milanese continuiamo a fare fatica e abbiamo perso Parabiago dove, forse, la scelta del candidato non è stata azzeccata. E dispiace tanto per Cene che era una nostra roccaforte".

A Vigevano un regalo al generale Vannacci?

"Molti cittadini che ci hanno sempre votato non hanno capito quella scelta, non concordata, di candidare due esponenti musulmani. Se la coerenza viene meno, gli elettori ti puniscono. E noi faremo tesoro di questa lezione. Adesso abbiamo commissariato la sezione provinciale: Gian Marco Centinaio ha il compito di ripristinare una linea chiara. Sarà lui a sentire gli alleati per capire cosa fare al ballottaggio".

Vannacci, intanto, ha arruolato i suoi primi due consiglieri regionali. Entreranno in maggioranza?

"Su questo valuteremo con attenzione insieme alla coalizione. Ma dopo quello che ci ha fatto Vannacci, è difficile pensarlo. La vedo molto dura. E mi sembra che anche Forza Italia su questo sia stata chiara".

Preferisce ancora Calenda a Vannacci?

"Sono un po' stanco di continuare a discutere di persone, preferirei parlare di ideali. Non dobbiamo inseguire nessuno. Serve guardare in casa nostra. Il tema della sicurezza va presidiato, ma con serietà e determinazione. E poi noi dobbiamo insistere sui nostri cavalli di battaglia: federalismo, autonomia, meno Stato, i salari e le pensioni".

Timore per altre fuoriuscite verso Futuro Nazionale?

"Quando sento parlare di campagna acquisti, penso soltanto a quella dell'Inter. Speriamo di acquistare ancora giocatori italiani... Scherzi a parte, chi ha a cuore la Lega non se ne va per inseguire una poltrona".

Sulle comunali di Milano il tempo continua a scorrere.

"Dovevamo aver già individuato il candidato sindaco e il programma. Questa è una riflessione che deve essere fatta da noi segretari. Dobbiamo trovarci al più presto e offrire una rosa di nomi competitivi per far sì che i leader scelgano in tempi brevi. Dove si arriva all'ultimo minuto, si perde".

Su Lupi la Lega ha preclusioni?

"Non mettiamo veti su nessuno, neanche su Lupi, ma l'ideale sarebbe trovare una figura condivisa il più possibile da tutti e che sia in grado di giocare la partita per vincere".

Ieri, intanto, un altro grave episodio di cronaca.

"Nelle grandi città, Milano compresa, servono più militari. L'operazione Strade sicure va potenziata e su questo il governo può e deve fare di più. A livello nazionale abbiamo già fatto tanto per aumentare le pene e contrastare maranza e baby gang. Forse dobbiamo comunicarlo un po' meglio".

Bossi voleva riunire tutte le componenti autonomiste. Resta un sogno?

"È molto complicato.

Specie quando ci sono ex esponenti della Lega che sono andati via sbattendo la porta. E comunque tutti quelli che hanno abbandonato la Lega non hanno mai avuto troppa fortuna, con risultati spesso minimali. Adesso è fondamentale parlare sempre di più ai territori: questo è il nostro Dna".

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