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L'escape room più reale: gioco di gruppo nel sommergibile Toti

Al Museo della Scienza e della Tecnica viaggio nel tempo con indagini ai confini tra scienza e ignoto

L'escape room più reale: gioco di gruppo nel sommergibile Toti
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Di escape room ce ne sono tante. Molte meno sono quelle ambientate in contesti reali e non ricostruiti ad arte. Una sola, però, può permettersi il lusso di portarci nelle viscere di un vero sottomarino, nome in codice S-506: succede al Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo Da Vinci", dove il leggendario "Toti" diventa la scena di un'avventura da mozzare il fiato e aguzzare l'ingegno. Si chiama "Toti Submarine Escape" e nasce da un progetto del game designer Luca Roncella, responsabile dell'area Gaming & Digital Interactivity del Museo.

La storia è affascinante: "Si inizia nel qui ed ora, entrando nel Toti come si farebbe in una normale visita guidata al Museo", spiega Roncella. "Quello che succede dopo, però, è tutto da scoprire nello spazio e nel tempo", aggiunge. "Galeotto" è un mangiacassette anni Ottanta, che viene misteriosamente ritrovato e sottoposto all'esame di una squadra investigativa - con tanto di medium - specializzata in indagini ai confini fra scienza e ignoto, in cui ciascuno ha ruoli e compiti ben precisi (da 3 a 6 giocatori). Il mistero è sfidante: si ha a disposizione un'ora e trenta per "viaggiare nel tempo", capire che cos'è realmente accaduto ed impedire che il sommergibile venga sigillato per sempre, portando con sé inspiegabili enigmi e irreversibili "loop". Tra spazi angusti e strumenti originali di bordo, i partecipanti sono chiamati a raccogliere indizi e ricostruire la verità. Polaroid, articoli scientifici, documenti d'archivio e strumenti di navigazione diventano tasselli di un enigma più grande: ogni oggetto può rivelare un frammento di storia ma può anche svolgere, soprattutto per le giovani generazioni, un ruolo di "ponte" della memoria con un'epoca che non hanno direttamente vissuto. Collegando le tracce con l'ausilio di una piattaforma investigativa digitale su tablet, gli agenti avanzano nell'indagine, ma solo i più bravi e coraggiosi saranno in grado di portarla a termine. Il Toti è una vera superstar dalle parti di via San Vittore: è stato il primo sottomarino costruito in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, progettato per pattugliare il Mediterraneo durante la Guerra Fredda. Lungo oltre 46 metri, con una stazza di 340 tonnellate, era dotato di tecnologie avanzate per l'epoca, come siluri filoguidati e sofisticati sistemi sonar per localizzare obiettivi sott'acqua. Dopo il ritiro dal servizio nel 1997, con uno spettacolare (e seguitissimo) trasporto eccezionale il Toti fu trasferito al Museo dove è esposto dal 2005 nell'area esterna.

Il progetto Escape si inserisce in una più ampia strategia volta all'utilizzo dei linguaggi e delle tecnologie digitali per la valorizzazione del patrimonio museale.

"Con questo progetto - conclude Roncella - abbiamo voluto trasformare uno dei nostri oggetti più iconici in uno spazio narrativo e investigativo capace di intrecciare patrimonio storico, scienza e immaginazione". L'esperienza sarà disponibile nei weekend a partire dal 29 maggio. Biglietti su feverup.com. Da 3 a 6 partecipanti, costo complessivo da 105 a 165 euro.

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