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Letteratura

Brambilla regala al lettore un giallo molto anni ’80

L’enigma sulla sorte di Gisa Lampugnani è frutto della fantasia di Brambilla, ma la vicenda ambientata nel 1981 ricalca molti altri casi di cronaca nera

La signora Gisa è improvvisamente scomparsa

Da un punto di vista formale i romanzi di Michele Brambilla sono dei gialli, ma la trama poliziesca non è il pregio principale dell’autore brianzolo. Il recente La signora Gisa è improvvisamente scomparsa, così come il precedente Non è successo niente di grave, del 2025, entrambi pubblicati da Baldini+Castoldi, è innanzi tutto un viaggio nel tempo che ci riporta al piccolo mondo antico della provincia lombarda dei primi anni Ottanta. E soprattutto all’epoca di un giornalismo ormai cancellato dall’evoluzione tecnologica: un mestiere artigianale fatto di lunghe attese, di appostamenti davanti alle caserme dei carabinieri, di contatti diretti con le possibili fonti di notizie, di articoli dettati al telefono dal bar del paese.

Brambilla conosce a menadito questo ambiente, l’ha bazzicato quando faceva il cronista per il Corriere d’informazione, il quotidiano della sera affiliato al Corriere. E benché i due romanzi non siano esplicitamente autobiografici, per ammissione dello stesso scrittore affondano le radici proprio nelle lontane esperienze giornalistiche di quegli anni, tanto che non è difficile individuare l’autore nei panni di uno dei due giovani cronisti che conducono una complessa inchiesta parallela su un’affascinante signora che appartiene a una famiglia industriale in decadenza, misteriosamente scomparsa.

L’enigma sulla sorte di Gisa Lampugnani è frutto della fantasia di Brambilla, ma la vicenda ambientata nel 1981 ricalca molti altri casi di cronaca nera che affollarono le pagine dei giornali in quel periodo. L’autore scava in un mondo di silenzi, omissioni e contraddizioni, in una provincia lombarda cupa e ambigua che sembra avere un’altra faccia dietro all’immagine di società sana, laboriosa e ordinata che ogni giorno esibisce con orgoglio. Al di là dell’indagine e di una riuscita passerella di personaggi di provincia che sembrano uscire da una canzone di Paolo Conte, La signora Gisa è improvvisamente scomparsa ci fa scoprire lo spirito delle redazioni d’antan, tra gare per dare i buchi ai concorrenti, notizie gonfiate, rivalità interne e gergo giornalistico ormai dissolto. Uno spaccato della storia del nostro Paese e della nostra professione.

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