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Lifestyle

Monaco Yacht Show, il nuovo lusso prende il largo

Dal 23 al 26 settembre il Principato di Monaco ospita la 35ª edizione del Monaco Yacht Show. In mostra oltre 120 superyacht, 560 espositori e una flotta dal valore di più di 4,3 miliardi di euro che raccontano un mercato che sta cambiando pelle: meno ostentazione, più tecnologia, sostenibilità, benessere ed esplorazione

Monaco yacht

Per quattro giorni, dal 23 al 26 settembre, Monaco torna a essere la capitale mondiale del superyachting. Il Monaco Yacht Show, giunto alla sua 35ª edizione, non è però soltanto una straordinaria esposizione di imbarcazioni da sogno ma, sempre più, un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del lusso contemporaneo. Nelle banchine del Principato sfileranno circa 120 superyacht, affiancati da una cinquantina di tender di lusso, mentre oltre 560 espositori – dai cantieri ai designer, dagli architetti navali ai broker, fino alle aziende tecnologiche – porteranno a Monaco le novità di un’industria che vale miliardi e che continua a ridefinire il proprio rapporto con il cliente. Il valore complessivo della flotta esposta supera infatti i 4,3 miliardi di euro, con numerose imbarcazioni presentate per la prima volta a livello mondiale. Ma dietro questa impressionante concentrazione di ricchezza e tecnologia si intravede qualcosa di più interessante: il superyacht non è più semplicemente un oggetto da possedere, ma un luogo nel quale costruire un’esperienza e, in qualche modo, raccontare se stessi. È questa forse la trasformazione più significativa che emerge dall’edizione 2026 del MYS: lo yacht tende a diventare un ecosistema complesso, nel quale convivono design, ingegneria, arte, tecnologia, benessere e cultura. Il proprietario non cerca necessariamente la massima visibilità, ma un ambiente capace di rispecchiare la propria identità, i propri gusti e il proprio modo di vivere.

La nuova generazione di yacht sembra dunque prendere le distanze dall’idea tradizionale del lusso come esibizione. Gli interni diventano più discreti, essenziali e sofisticati: materiali naturali, legno, pelle, pietra, tonalità neutre e texture calde contribuiscono a creare ambienti più intimi, quasi domestici. È un cambiamento che riflette anche quello della clientela: il mercato sta infatti accogliendo una generazione più giovane di armatori, nella quale Millennials e Gen Z acquistano un peso crescente. Sono clienti più informati e meno facilmente impressionabili, interessati non soltanto alla lunghezza dello scafo o alla spettacolarità degli interni, ma a prestazioni, dati tecnici, costi di gestione e soprattutto impatto ambientale. La parola chiave è durabilità: la sostenibilità, almeno nella sua interpretazione più evoluta, non viene più presentata soltanto come un elemento di comunicazione, ma entra nella progettazione stessa delle imbarcazioni. Propulsioni alternative, sistemi ibridi, metanolo verde, idrogeno e nuovi materiali sono alcune delle direzioni lungo le quali si sta muovendo la ricerca.

Il programma Blue Wake™, sviluppato con la Water Revolution Foundation, punta proprio a rendere più trasparente e verificabile il profilo ambientale degli yacht, considerando l’intero ciclo di vita: dalla progettazione alla costruzione, fino alla gestione e all’utilizzo. Tra gli esempi più interessanti dell’edizione 2026 ci sarà il Sunreef 100 Eco, catamarano a vela con propulsione elettrica e una batteria da 770 kWh, nel quale i pannelli fotovoltaici sono integrati nello scafo e nella sovrastruttura. Un progetto che mostra come la ricerca sulla sostenibilità possa diventare parte integrante anche dell’estetica dello yacht. E proprio la vela torna a occupare un posto importante in questa nuova fase dello yachting; modelli come Simena di Ares Yachts e Grand Soleil Plus 80 Long Cruise testimoniano l’interesse crescente per grandi yacht a vela destinati anche alla navigazione d’altura, dove autonomia, efficienza e piacere della navigazione si incontrano. Un’altra parola destinata a ricorrere sempre più spesso nel vocabolario dello yachting è wellness. Gli yacht vengono progettati come luoghi nei quali recuperare tempo e benessere: illuminazione circadiana, ambienti per la meditazione, aree dedicate al biohacking, pareti verdi e perfino collaborazioni con strutture specializzate nella longevità trasformano la barca in una sorta di santuario galleggiante. È la conseguenza di un’idea di lusso che non coincide più necessariamente con il possesso di qualcosa di raro, ma con la possibilità di vivere in modo raro il proprio tempo.Parallelamente cresce il fenomeno degli explorer yacht, forse la manifestazione più spettacolare di questo cambiamento. L’obiettivo non è più soltanto attraversare il Mediterraneo o raggiungere le destinazioni più esclusive, ma andare dove arrivano in pochi: Groenlandia, Antartide, Papua Nuova Guinea. Questi yacht sono concepiti come vere piattaforme di esplorazione, equipaggiati con sommergibili, elicotteri, centri immersione, laboratori e strumenti per le spedizioni. E cambiano persino gli equipaggi, che possono comprendere biologi marini, subacquei, piloti, capi spedizione e specialisti scientifici. Lo yacht, insomma, può diventare un mezzo per osservare la fauna, studiare ecosistemi ancora poco conosciuti o partecipare a missioni scientifiche. È una forma di lusso che cerca nell’esperienza e nella conoscenza ciò che un tempo cercava nell’ostentazione.Anche la tecnologia cambia linguaggio. Intelligenza artificiale, automazione, connessioni satellitari, manutenzione predittiva e sistemi per l’ottimizzazione energetica sono sempre più presenti, ma tendono a diventare invisibili. Non devono necessariamente stupire: devono semplicemente far funzionare meglio la vita a bordo. La connettività ad alta velocità, anche attraverso Starlink, è ormai parte integrante dell’esperienza, mentre la cybersecurity diventa un requisito essenziale per proteggere dati, comunicazioni e privacy. Aziende specializzate come Videoworks lavorano proprio sull’integrazione fra audiovisivo, domotica, infrastrutture IT, connettività e intelligenza artificiale. E il confine dello yachting si allarga ulteriormente nell’Adventure Area, dedicata a tender, sommergibili, e-foil, imbarcazioni autonome e altri mezzi ad alte prestazioni. Una sorta di laboratorio nel laboratorio, dove sperimentare nuove tecnologie e nuove forme di mobilità sull’acqua.Fondato nel 1991, il Monaco Yacht Show è arrivato così a rappresentare molto più di una grande fiera nautica. Nel Principato, sotto l’Alto Patronato di Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco, si incontrano cantieri, armatori, broker, designer, architetti, ingegneri e aziende tecnologiche, in una concentrazione difficilmente replicabile altrove. Con oltre 30.000 visitatori internazionali, il MYS rimane il principale appuntamento annuale della comunità mondiale del superyachting. Ma la sua importanza sta forse soprattutto nella capacità di anticipare ciò che accadrà domani.

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