Soffia il vento della ribellione sulle passerelle di Parigi, una cosa colta e gentile che non ha nulla da spartire con la gravissima ondata di tensioni politiche e sociali in cui si dibatte la Francia pur essendo ugualmente figlia di un cambiamento epocale. Esemplare in questo senso la strepitosa collezione disegnata da Alessandro Michele per Valentino, così piena di prodotti vendibili e desiderabili oltre ogni dire prezzi assurdi permettendo, ma anche molto in linea con la storia della maison. Stiamo parlando di quella mistica della seduzione femminile che non prevede grida ma sussurri e predilige le gonne a matita che sfiorano il ginocchio invece delle microsottane a palloncino onnipresenti nelle collezioni francesi per la primavera estate 2027. Certo stiamo parlando del lavoro di un direttore creativo come Alessandro Michele, l’ultimo dei sovversivi, uno che ti parla di libri per parlarti di moda e che sfila nella Biblioteca di Sainte Geneviève fondata nel XII secolo all’interno dell’omonima abazia e successivamente trasferita nell’attuale sede costruita nell’800 poco lontano dall’edificio originale.
«Ho chiamato questo show l’Antibiblioteca perché penso che ogni abito sia una possibilità proprio come un libro» dice il designer. «Non sai mai se i libri verranno letti e comprati prosegue - ma in ogni caso ti potrebbero trasformare la vita esattamente come questi vestiti che nessuno ha ancora visto, comprato e indossato anche se forse hanno il potere di cambiare un corpo». Certo per chi cerca ancora il rosso Valentino, le ruches e i mille fiocchi applicati con geometrico rigore sembra quasi fuori luogo questa sarabanda di colori e ricami, di frange e luccicori: l’entropia applicata alla moda. Eppure è proprio questa assenza di regole la nuova regola del vestire. Esemplare in questo senso la collezione di Miu Miu con gli abiti da sera sotto alla felpa della tuta da ginnastica e i reggiseni luccicanti abbinati alle gonne a pieghe da brava ragazza che tra l’altro convivono in armonia con quelle fatte da un rettangolo di pelle nera assicurato da un minuscolo laccetto sul fianco. Lady Prada parla di una collezione incentrata sulla complessità delle persone, in particolare quella delle donne. Strepitoso anche il lavoro di Pelagia Koloutoros su Lacoste che parte sempre da René Lacoste o meglio dal suo famoso gesto di tagliarsi le maniche della camicia per essere più libero nei movimenti durante la finale del campionato francese nel 1928, ma alla fine costruisce una moda in cui il tennis resta al centro pur essendo allo stesso tempo una parte del tutto. Ecco quindi l’abito interamente coperto da paillette tonde e gialle come le palline di cui hanno anche l’esatto diametro. Nelle scarpe più sportive al posto degli ammortizzatori sotto i talloni sono inserite due palle da tennis e questo è anche un sottile riferimenti alla ginnastica per il rilascio fasciale tanto di moda da qualche tempo. Poi ci sono i completi per lui e per lei nelle tinte più sofisticate della stagione con un bel finale tutto bianco sporcato però dal rosso della terra dei campi. Tutt’altra atmosfera sulla passerella di Nicolò Pasqualetti, giovane designer di San Miniato che per la sua undicesima collezione parigina s’ispira alle sculture di Lygia Clark, l’artista brasiliana pioniera dell’arte partecipativa e razionale. «Pensi che con suo padre lo portavamo sempre a vedere le necropoli etrusche» dice la madre nel backstage, giustamente fiera del lavoro di Nicolò che da solo ha già lanciato oltre alla sua linea di moda ben tre fragranze White, Red e Blu Andara, ovvero i cristalli monoatomici ad altissimo potere vibrazionale.
Andreas Kronthaler, vedovo di Vivienne Wstwood, sfila in una casa rifugio per donne vittime di violenza domestica e con tendenze suicide. «Voglio una moda con l’anima tuona nel backstage se fai tutto questo solo per il corpo non serve a niente». Inutile dire che ha ragione. Comunque la cosa più bella dello show è il casting che prevede donne straordinarie come Farida Khelfa, l’attrice, documentarista ed ex mannequinn franco algerina che a 66 anni compiuti è una delle donne più chic del mondo. Formidabile anche Natasha Lyonne, protagonista della serie Poker Face ideata da Rian Johnson.
