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Pelle, titanio, oro e diamanti. Se il cellulare è un gioiello (e non soltanto di tecnologia)

Prima era basico ma "cool", poi l'iPhone lo ha trasformato in un oggetto del desiderio. A volte follemente costoso

Pelle, titanio, oro e diamanti. Se il cellulare è un gioiello (e non soltanto di tecnologia)
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All'inizio era un pezzo di plastica o poco più. La storia dello smartphone non è nata con iPhone, ma prima di allora il design non era contemplato, se non che doveva essere al servizio dell'utente per i suoi affari. L'esempio più lampante si chiama Blackberry, con quel tastierino fisico che ai tempi inizio Duemila era tanto cool tra gli uomini d'affari. Ma lo schermo era quel che era, e l'involucro, rigorosamente nero, non era certo oggetto di attenzioni stilistiche. Poi, appunto, ecco arrivare Apple, con la passione di Steve Jobs per la calligrafia che si è trasformata in caratteri eleganti e bordi rigorosamente arrotondati, sia per quando riguarda l'hardware (ovvero il telefono), sia per il software, ovvero le applicazioni anch'esse rigorosamente senza spigoli: "Guardate fuori dalla finestra disse ai tempi del suo team pirata a Cupertino che inventò il Mac -, il mondo è pieno di rettangoli dalle curve morbide".

Così, quando fu il momento di passare alla fase operativa anche per lo smartphone, il Visionario per eccellenza aggiunse che per esprimere il concetto di sexy si usava dire "guarda che belle rotondità!" e non certo il contrario. Assioma valido ancora oggi, e non solo non solo anche per i tablet ma pure, appunto, per i computer. Nulla dunque doveva essere respingente per conquistare milioni e milioni di utenti nel mondo ad ogni nuova uscita. Solo che, nel frattempo, è in particolare nel mondo della telefonia mobile che sono nate altre aziende, nati altri smartphone, il mercato si è fatto saturo, e - diciamolo anche un po' omologato. Un trend che neppure l'arrivo degli schermi pieghevoli ha saputo fermare. E quindi: che fare?

Trovato il formato definitivo (oltre i 7 pollici di schermo e sotto i 5/6 millimetri di spessore è praticamente impossibile andare), ecco che alcuni marchi hanno cominciato nel tempo a ragionare come espandersi nel mondo del design. Con colori sempre più diversificati (che, soprattutto, hanno nomi sempre più fantasiosi) e particolari di lusso che rendono alcuni dispositivi davvero esclusivi. Vertu, per esempio, era un nome molto noto per la produzione di veri e propri gioielli tech negli Anni Dieci, preda di Vip, sportivi e imprenditori. Con modelli firmati da un unico maestro artigiano, e particolari come pelli pregiate, pietre preziose, viti da orologeria e titanio: materiali che oggi si trovano anche su smartphone di serie, seppur di alta gamma. Dello stesso tipo, ma meno noti al grande pubblico, ci sono stati nomi come Goldvish, Bellperre, Feld&Volk, Gresso, marchi che hanno prodotto esemplari a tiratura limitata e sono stati esclusivi anche nel prezzo. Fino a quando anche le aziende più in voga del settore hanno cominciato a produrre versioni extralusso.

Nel panorama hi-tech moderno, l'estetica dunque non è più un dettaglio secondario: aspetto premium, materiali pregiati e finiture sofisticate sono diventati elementi centrali nella progettazione. Molti utenti che siano professionisti, creativi, manager o semplici appassionati cercano soluzioni tecnologiche che siano anche belle da vedere e da toccare. L'elettronica di consumo "di lusso" ha allora portato a un'evoluzione nei materiali, e se l'alluminio anodizzato è diventato uno standard nei prodotti di fascia media e alta, oggi sono sempre più presenti particolari esclusivi come il vetro satinato o smerigliato, che viene utilizzato nei per una sensazione vellutata e una resistenza migliorata alle impronte, oppure la ceramica, scelta da marchi come Apple, Xiaomi o Huawei per retro e bordi in modo da unire resistenza ed estetica. Poi c'è il titanio impiegato in modelli premium come l'iPhone 15 Pro e alcune versioni esclusive di smartwatch e laptop, apprezzato per la leggerezza e robustezza. O anche la pelle naturale o vegana presente pure in tablet e PC ibridi per conferire un tocco sofisticato, migliore ergonomia e soprattutto sostenibilità, visto il riciclo dei componenti dei dispositivi sta raggiungendo percentuali assolute.

Il resto poi è cura dei particolari, perché anche i minimi dettagli hanno il loro tocco di design. Dalle cornici sottilissime ai bordi smussati, dalle cerniere invisibili nei notebook convertibili fino alle scocche lavorate con incisioni al laser, tutto concorre a creare un'esperienza d'uso più gratificante e lussuosa.

Con metalli lucidati, tasti retroilluminati e vetro antiriflesso nei Pc, più colorazioni esclusive con strutture inedite che stanno risvegliato il mercato mobile post Covid, colpito da diversi trimestri in discesa e che ora sembra pronto a risvegliarsi. E in fondo una ragione c'è: ormai non è più un mondo di plastica.

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