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Quell'eleganza senza tempo che si trasmette di padre in figlio

L'uomo modernamente impeccabile di Cucinelli, la lana rivoluzionaria di Zegna

Quell'eleganza senza tempo che si trasmette  di padre in figlio
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Nella sublime descrizione del guardaroba de Il Grande Gatsby Francis Scott Fitzgerald parla di "the old favourites". I pezzi preferiti di un uomo davvero elegante sono quelli che indossa sempre senza problemi, verso cui allunga istintivamente la mano alla mattina perché li trova piacevoli al tatto e alla vista oltre che facili da abbinare con tutto il resto. In genere sono cose che non hanno una data di scadenza e passando di padre in figlio se non dal nonno al nipote, raggiungono una sorta di eternità.

Alessandro Sartori, direttore artistico di Zegna, lavora proprio su questo nel costruire una magnifica collezione per il prossimo inverno, qualcosa che va oltre la moda e alla fine resta nella storia di un individuo, entra a far parte dell'aneddotica di famiglia. Si parte come sempre dal tessuto e stavolta c'è addirittura una rivoluzionaria mischia di lana e carta riciclata che ha un effetto materico incredibile. Tutto però dialoga con il corpo e con quello stile che può essere solo italiano per via dell'equilibrio tra forma e colore, morbidezza e rigore. Imperdibile la giacca a tre bottoni in orizzontale: un modello trasformista che a seconda di come viene allacciato diventa monopetto a un bottone o doppiopetto.

Cucinelli fa da sempre la giacca a un petto e mezzo, una specie di compromesso storico tra il doppiopetto manageriale e il blazer sportivo ma chic di un uomo modernamente impeccabile. Anche qui le sperimentazioni tessili sono ai massimi livelli. Per esempio c'è una mischia di cashmere e seta talmente morbida che alla fine sembra angora, mentre il velluto di cotone trattato al laser assume l'aspetto del denim. I classici colori di Brunello (grigio, bianco e beige) si fondono in un nuovo punto di azzurro a metà strada tra il cielo e la nebbia. Reduce dal successo del suo film e dall'ennesima campagna di vendite record, Cucinelli interrogato sulla crisi di cui tutti parlano nel settore saggiamente commenta: "Questo potrebbe essere un anno di sana livella perché se sei cresciuto del 70% nell'ultimo triennio difficilmente puoi crescere di più".

Da Tombolini pensano invece di portare anche nel guardaroba femminile quella loro fantastica costruzione chiamata Zero Gravity che rende i più impeccabili completi sartoriali maschili leggeri come foulard. La linea donna verrà lanciata il prossimo maggio, ma davanti allo smoking blu elegantissimo e senza peso molte visitatrici dello stand Tombolini a Pitti hanno chiesto di anticipare i tempi. Tutt'altro film ma in ogni caso un gran bel film da Umit Benan, designer turco di stanza a Milano da parecchi anni e molto apprezzato dagli intenditori di quel nuovo stile sartoriale che non prevede sovrastrutture ma costruzioni morbide e al tempo stesso impeccabili. Nel brand di Umit ha investito per il 55% Davide Giglio co fondatore con Marcelo Burlon e Claudio Antonioli della holding NGG (New Guards Group) poi ceduta a Farfecht. L'arrivo di un simile partner ha portato al giovane designer di Istambul un magnifico negozio collegato alla storica Barberia Zucca che cura le barbe dei milanesi dal 1652. Passando dalla testa ai piedi non si può fare a meno di parlare delle scarpe più belle del mondo firmate Santoni e made in Corridonia, cuore pulsante del distretto calzaturiero marchigiano. Per costruire una Meraviglia di nome e di fatto ci vogliono 900 punti dati a mano e 25 ore di lavoro.

Le scarpe perdono il peso ma non la funzione e tantomeno la perfezione: grazie al sistema ICE le suole di pedule, mocassini e scarpe invernali possono affrontare senza problemi una strada ghiacciata e un raffinatissimo parquet, basta girare la parte chiodata dentro la suola.

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