Fragole in agricoltura idroponica e aeroponica: il successo veneto

Coltivare le fragole quasi tutto l’anno grazie alle nuove tecniche sostenibili: ecco cosa si cela dietro il successo dei produttori veneti e quali sono le eccellenze locali.

Fragole in agricoltura idroponica e aeroponica: il successo veneto

Il Veneto rappresenta il territorio ideale per la coltivazione delle fragole, che i consumatori locali possono gustare in diversi periodi dell’anno. Un’opportunità che si deve alle particolari caratteristiche climatiche di questa regione del Nord-Est, dove è possibile raccogliere questo delizioso frutto sia in primavera sia in autunno.

Il Veneto, inoltre, è anche una delle regioni italiane dove vengono utilizzate alcune tecniche di coltivazione innovative e sostenibili, come l’agricoltura idroponica e quella aeroponica. Entrambe si rivelano ottimali per lo sviluppo di un raccolto abbondante, senza che venga meno la qualità dei prodotti. Lo dimostra il numero di imprese venete attive nella coltivazione delle fragole, realtà locali spesso impegnate a sperimentare alcune moderne tecnologie in grado di migliorare la produzione e ridurre l’impatto ambientale.

Agricoltura idroponica e aeroponica

La produzione di fragole nelle varie zone del Veneto si estende su tre stagioni, inverno escluso. Se in primavera e autunno possono essere coltivate con facilità nelle aree di pianura, in estate sono le valli alpine a offrire i frutti migliori. A facilitare ulteriormente il lavoro dei coltivatori, inoltre, è proprio l’uso di due tecniche speciali che consentono la coltivazione “fuori suolo”.

L’agricoltura idroponica, detta anche idrocultura, consiste nel coltivare le piante sostituendo la terra con un substrato inerte e irrigandola con una soluzione nutritiva ad hoc. Nella coltivazione aeroponica, invece, le radici sono lasciate libere all’aria e nebulizzate periodicamente con una sostanza ricca di elementi nutritivi ad hoc.

Eccellenze agroalimentari venete

Uno dei vantaggi dell’agricoltura idroponica e aeroponica è la possibilità di realizzare impianti di coltivazione in qualsiasi luogo. Entrambe le tecniche, infatti, possono avere uno sviluppo in verticale e generare un notevole risparmio di suolo e acqua, ma i benefici non mancano anche per quanto riguarda la crescita di frutti qualitativamente eccellenti dal punto di vista delle caratteristiche sia nutrizionali sia organolettiche.

Consapevoli di questi vantaggi, molti imprenditori veneti hanno scelto di adottare queste metodologie innovative per valorizzare la straordinaria varietà di fragole locali. L’edizione 2021 dell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Veneto, ad esempio, cita tre delle eccellenze locali: la Fragola altopolesana (fragula), la Fragola delle Dolomiti bellunesi e la Fragola di Verona.

La creazione di serre verticali a coltivazione idroponica all’interno di capannoni ed edifici dismessi, ad esempio, è stato anche l’obiettivo di un progetto promosso in Veneto da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Nella provincia di Rovigo, inoltre, è stata creata una serra innovativa in grado di raddoppiare la produzione delle fragole e facilitarne la raccolta. L’idea di realizzare un sistema “up and down”, che ha ricevuto il Premio Innovazione nell’ambito di SMAU 2019, si deve alla giovane imprenditrice Sofia Michieli.

Le fragole tra storia e leggenda

Anche in tempi molto antichi le fragole venivano notevolmente apprezzate. Lo dimostrano alcune testimonianze storiche di rilievo, basti pensare alla citazione contenuta nelle Egloghe del poeta Virgilio, che menziona le “nascentia fragra” raccolte dai giovani durante le passeggiate nei boschi.

Protagoniste di numerose antiche leggende, inoltre, le fragole si dice siano nate dalle lacrime versate dalla dea Venere sul corpo del suo amato Adone, ucciso da Marte per gelosia.

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