«Lodi non è più terra rossa Così la riporto al Pirellone»

Intervista al telefono, con sottofondo di bambino urlante. Monica Guarischi, candidata consigliere regionale del Pdl di Lodi, è abituata a mettere insieme famiglia e lavoro. Promette di farne un punto forte della sua attività politica: «Ho una ragazzina di dodici anni e un maschietto di quattro. Sono architetto e ho sempre cercato di conciliare gli impegni di lavoro con la famiglia. Cerco di essere una mamma presente a scuola, all’oratorio, nelle attività sportive».
Lei è un volto nuovo ma arriva da una famiglia da sempre attiva in politica. Un aiuto o un ostacolo?
«Fin dai tempi del liceo e dell’università in casa mia si è parlato di politica con papà e con mio fratello Luca. Sono una storica militante attiva, non ho mai ricoperto incarichi ma ho sempre organizzato campagne. Ho riflettuto a lungo sulla proposta, ne ho parlato con mio marito e con mio fratello e ho deciso di dire sì».
Lodi non è una terra facile per il Pdl. Pensa di farcela?
«Sono almeno dieci anni che Lodi non ha un consigliere del Pdl e sarebbe la prima volta che una donna consigliere lodigiana arriva al Pirellone. Mi sento di essere lodigiana doc, perché vivo qui da quando sono nata. Ho fatto l’università a Milano, ho sposato un milanese ma l’ho portato qui da noi. E Lodi al momento è considerata cenerentola delle province».
Troppa vicinanza a Milano?
«Territorialmente è importante perché è alle porte di Milano, ma da tantissimi anni è stata poco rappresentata, un po’ dimenticata anche dai politici. È piccola ma ha caratteristiche e bellezze che vanno salvaguardate e tutelate».
Tra le sue priorità c’è un ruolo nell’Expo?
«Certamente puntiamo sulle eccellenze produttive lodigiane, a sostenere l’agricoltura, orientarla a pratiche ecosostenibili e dare visibilità ai prodotti agricoli del Lodigiano tipo il grana padano, la raspadura, il gorgonzola di Casalpusterlengo. Sono poco conosciute e meritano di meglio. Come le donne in politica».
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