Al Luna Park torna la sedia elettrica: l’attrazione «choc» nella casa degli orrori

Questa volta almeno l’hanno messa all’interno. L’hanno «nascosta» in un angolo della casa degli orrori Jack London al Luna Park dell’Idroscalo. Ma alla fine è sempre lei. La sedia elettrica che aveva fatto tanto scalpore un anno fa, quella dove si poteva assistere - a pagamento ovviamente - all’esecuzione capitale di un manichino, è tornata. Proprio così. Basta pagare un euro e avere il coraggio di entrare nella casa di Jack London per vederla. Il manichino con gli elettrodi attaccati alla testa, la faccia stravolta in una smorfia illuminata da luci rosse e blu. «Non c’è più il fumo perché dava fastidio agli spettatori. Stiamo aspettando che la mettano a posto. Manca il movimento», spiegano all’ingresso dell’attrazione dove un cartello avverte del ritorno della sedia.
In sostanza, non si può più «friggere» l’uomo, hanno tolto l’esecuzione a pagamento, ma ci si deve accontentare di vederlo oscillare avanti e indietro e a gratis. Tutto incluso nel percorso di Jack London. «Costa un sacco di soldi, ne fanno solo una all’anno in America. Per regolamento non potevamo tenerla fuori, ma dentro sì». Sarà, ma il vecchio proprietario della sedia elettrica, quello che per un paio di giorni finì sulle cronache nazionali, giura che non c’è più. Che è stato lui stesso a svenderla in Francia, dopo essere andato in America a comprarla al prezzo di 8mila euro. Ora gestisce il «Treno fantasma» e nel gabbiotto ha appesa una fotografia scattata accanto alla sua sedia. L’hanno appena condannato a pagare una multa di 1.300 per offesa alla pubblica opinione. «Avrei accettato che mi avessero detto che era una cosa di cattivo gusto. Ma un’offesa, proprio no. Questi perbenisti...». Tutta colpa di un signore che abita qui davanti al Luna Park e che probabilmente aveva visto dalla finestra la gente fermarsi di fronte al nuovo gioco. E allora era scattata la denuncia. «Un regolamento del luna park? Chissà se c’è. Ma sa quanto abbiamo guadagnato in questi giorni? Sembrava di essere tornati negli anni ’90». Renzo ripensa all’estate scorsa, a tutti quelli che sono passati da lui per vedere se era proprio lui l’uomo delle esecuzioni choc. E ancora adesso capita che glielo chiedano. «Sono stato due giorni in televisione, sono finito sulle prime pagine dei giornali nazionali. Ecco quello che ci ho guadagnato da questa storia».

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