«Made expo, un Salone tira l'altro»

«Made expo, un Salone tira l'altro»

Made expo 2015 apre il cantiere e, come promesso dagli organizzatori, «persegue con coerenza il percorso di innovazione che ha nella biennalità, nella specializzazione e nell'internazionalità le principali linee di sviluppo». La rassegna, in programma a Fiera Milano-Rho dal 18 al 21 marzo 2015, sarà una sorta di anteprima dell'esposizione universale milanese. Ma ci sarà un'anteprima dell'anteprima: Made expo, infatti, debutterà a Mosca dal 15 al 18 ottobre prossimi in occasione dei Saloni WorldWide.
Giovanni De Ponti, direttore generale di FederlegnoArredo e ad di Made Eventi, è già ai comandi della complessa macchina operativa.
Salone del Mobile e Made expo, così diversi e così legati.
«Alla luce del grande successo del recente Salone del Mobile, abbiamo indicatori e segnali positivi. Segnali che arrivano anche dal mercato italiano. Francamente, non ce lo aspettavamo. Dopo il boom di operatori stranieri, infatti, abbiamo avuto una sensibile crescita anche di quelli italiani. Bene, tutto questo significa che c'è una scossa, e una riscossa, dell'edilizia. Se teniamo per buona la ripresa dell'erogazione dei mutui, possiamo guardare al futuro con più serenità».
Però il settore delle costruzioni continua a soffrire...
«A chi opera nel settore delle costruzioni, delle finiture e dei materiali per l'edilizia, dico con estrema convinzione: è il momento di scendere in campo. Stiamo preparando un grande Made, con la collaborazione in esclusiva di Expo 2015 che ci consentirà anche di mostrare in anteprima alcuni dei grandi progetti di architettura che caratterizzeranno i padiglioni degli altri Paesi e vedere, allo stesso tempo, quali materiali prodotti dalle imprese che espongono a Made expo saranno stati utilizzati per la costruzione di quei padiglioni».
Quindi, se abbiamo ben capito, un settore tira l'altro, con il legno-arredo a fare da motrice.
«Posso dire, in tutta franchezza, che se questa domanda me l'avessero fatta prima del Salone del Mobile avrei risposto così: mi aspetto una grande affluenza dall'estero, ma in Italia si continua a piangere. Di qui la mia sorpresa. Non c'è niente di scontato, intendiamoci. Ma registrare, dopo anni di costante calo, una massiccia crescita degli operatori italiani al Salone del Mobile è un dato di fatto, un segnale importante che coinvolge direttamente il mondo delle costruzioni. Come dite voi giornalisti è una notizia».
Analizzando la crescita, che pure è evidente, è possibile ipotizzare che dietro ci sia l'onda lunga del bonus mobili?
«Certamente, ma il bonus mobili è legato alle ristrutturazioni. Direi che si tratta di un mix di situazioni favorevoli e molto incoraggianti. Quindi segnali di ripresa».
Sufficiente per giustificare Made expo WorldWide a Mosca nel prossimo autunno?
«Quest'anno i Saloni WorldWide di Mosca festeggiano il decennale e noi intendiamo sperimentare il binomio Salone del Mobile e Salone dell'Edilizia proprio a Mosca, un mercato in grande crescita nonostante le tensioni politiche in atto in quelle regioni. Approfitto per aggiungere che Made expo si inserisce nei WorldWide come un salone dedicato con una specifica identità. In sostanza avremo un padiglione in più dedicato esclusivamente alle aziende del merceologico che, nel grande polo fieristico Crocus Expo, non si confonderanno con le aziende dell'arredamento. Più semplicemente si tratterà di una sinergia importante, soprattutto per quelle aziende di Made che hanno una forte vocazione all'export».
Sarà campagna di Russia...
«Non solo russi. Gli operatori arrivano da tutta la Confederazione e dalle regioni dell'ex impero sovietico. In questi anni, grazie all'aiuto dell'Agenzia Ice, abbiamo fatto grande promozione proprio nelle repubbliche satelliti dell'ex Urss. Non dimentichiamo che si tratta di un mercato che per il settore arredamento vale tra gli 800 e i 900 milioni di euro. Per questo stiamo intensificando il nostro road show che nei prossimi mesi toccherà i più importanti mercati mondiali».

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