Scavando nei rapporti tra Report e i servizi segreti, le domande aumentano, e non diminuiscono. Il caso dell’Autogrill è quello con più ombre. Fotografie misteriose, accertamenti non svolti, un dirigente dell’Aise, Carlo Parolisi, utilizzato per identificare un alto dirigente del Dis in servizio, un collaboratore dell’Aise, Marco Bernardini, commentatore televisivo della vicenda su Rai3 e così via. Una spy story alla Le Carrè con un esito preciso: Marco Mancini, a seguito di quel servizio, venne «prepensionato». La trama sull’incontro di Fiano Romano è ancora senza risposta. Tra i punti su cui l’ex capo del Dis Elisabetta Belloni oppose il segreto di Stato quando venne ascoltata nell’ambito di indagini difensive di Mancini, c’è la questione della scorta.
Vale sia per quella dell’ex premier sia per quella dell’ex capo del controspionaggio.
«La scorta del senatore Renzi e del dottor Mancini - le viene domandato - erano composte da appartenenti alla Polizia o ai Servizi segreti?». Ora, la decisione di rimuovere le scorte dell’Aisi agli ex premier è stata presa dall’autorità delegata Alfredo Mantovano a partire dal primo gennaio del 2026.
Dunque, sulla natura della scorta di Renzi nel 2020, esistono pochi dubbi. E anche la scorta di Mancini, come previsto da una nota del ministero dell’Interno, era composta da membri dell’intelligence. Perché opporre il segreto di Stato? Poi c’è un quesito sulle informazioni interne: «Il personale adibito alla scorta del dr. Mancini comunicava gli spostamenti a qualche appartenente alle agenzie?». Anche su questo punto, la Belloni eccepì il segreto di Stato. Sipario o meglio no. Il vincolo sull’Autogrill, infatti, non c’è più: Giorgia Meloni lo ha tolto. E un’eventuale riproposizione delle domande poste alla Belloni nel 2022 a Ravenna, potrebbe far emergere la verità. Ma la macchina di scorta dell’ex capo del controspionaggio, in questa storia, recita nella parte della protagonista: è anche al centro del caso dell’uomo del mistero. Quello che, due anni prima della puntata di Report sull’Autogrill, fotografò la targa della vettura di Mancini, salvo poi allontanarsi atteso da una donna. Una zona d’ombra che gli avvocati di Mancini hanno provato a dipanare in un procedimento legato ad alcune minacce di morte ricevute dal loro assistito. Sentito Giuseppe Del Deo come persona informata sui fatti, l’ex numero due dell’Aisi rispose a una serie di questioni poste dai legali di Mancini. Domande approvate dal Pubblico ministero, che riguardano pure il caso dell’Autogrill. A Del Deo, che è uscito di scena in anticipo dall’incarico di vicedirettore dell’Aisi (il governo ha fatto un provvedimento ad hoc) e che ora è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla «squadra Fiore» per peculato e altre fattispecie, venne chiesto dell’episodio in cui «un individuo non meglio identificato» avrebbe «effettuato delle fotografie direttamente all’auto di servizio in uso al dottor Mancini che era parcheggiata in via Rasella». La foto dell’episodio è quella che il Giornale ha pubblicato ieri e che oggi ripubblichiamo. Del Deo rispose di conoscere la vicenda, che fu suo fratello a parlargliene ma di non ricordare se anche Mancini gli avesse riferito dell’episodio. E aggiunse poi di conoscere uno dei membri della scorta di Mancini. Poi la storia si fa più approfondita. «Le è stato riferito se il soggetto era solo o accompagnato da una donna?», viene domandato all’ex numero due dell’Aisi. «Non lo so», fu la risposta. E ancora: «Lei ha svolto o richiesto accertamenti su tale Vincenzi Mariano?». La risposta: «Non conosco questa persona, non lo ricordo e non comprendo la pertinenza della domanda». Mariano Vincenzi non è un nome buttato lì a caso: è il marito della professoressa di religione, quella che, fermatasi all’Autogrill, filmò per quattordici minuti l’incontro Renzi-Mancini per poi spedire tutto a Sigfrido Ranucci. La stessa che prima di premere il tasto play del cellulare, sentì proprio Vincenzi. Le ultime tre domande fatte a Del Deo furono un filotto.
«La sua ex moglie è un’insegnante?», «Sì».
Lei ha mai vissuto a Viterbo? «Sì, dal 2005 al 2008». «Lei ha mai sentito parlare di tale Cuozzo Valentina, insegnante di Viterbo?», «Mai sentita». Qualcuno ha mai accertato se i servizi segreti conoscessero o no questi nominativi?, aggiungiamo noi.
Non risulta è la risposta. IlGiornale ha riaperto il caso Autogrill. Tant’è che ieri Mowmag ha intervistato Michele Anzaldi, ex deputato d’Iv ed ex componente della commissione di Vigilanza, sul fondo di ieri del direttore Tommaso Cerno.
