Altro che «folle» o persona «con problemi psichici», le prove del legame di Salim El Koudri con il terrorismo islamico si fanno sempre più evidenti. Dopo la notizia riportata da Il Giornale delle ricerche online dell’attentatore di Modena sull’Isis e Bin Laden e dei video registrati in cui affermava «l’Italia va distrutta», ora emergono nuove ricerche realizzate anche nei giorni prima dell’attentato. Mentre navigava in modo compulsivo cercando notizie sugli attentati in Europa, El Koudri scrisse «I will kill»(ucciderò) e «I am attacking now» (sto attaccando ora).
Secondo Deborah De Cicco, avvocato del fratello di Monica Esposito, vittima dell’attentato di El Koudri: «Il dato emerso delle ricerche online fino al giorno prima dell’attentato ricerche sugli attacchi a Charlie Hebdo del 2015, di Manchester del 2017, dell’11 settembre 2001 e addestramenti jihaidisti, su terrore in Michigan, auto contro sinagoga, di attacchi con auto sulla folla è inquietante ed è indicativo di quello che El Koudri stava per compiere, direi preparatorio alla strage che poi ha compiuto».
A suo giudizio deve essere riconosciuta l’aggravante di terrorismo e la premeditazione a carico di El Koudri e ha annunciato il deposito il 2 ottobre, giorno in cui sarà discussa in udienza la perizia sulla capacità di intendere e di volere dell’attentatore «una memoria nell’interesse del mio assistito facendomi affiancare da uno dei massimi esperti in Italia in tema di terrorismo islamico»
Da quanto è trapelato El Koudri dovrebbe essere considerato dai periti capace di intendere e di volere nel momento in cui ha compiuto l’attentato. La perizia è in parte documentale e in parte legata ai colloqui in carcere dei consulenti con l’attentatore. Secondo la bozza, El Koudri era consapevole di guidare ad alta velocità e di investire le persone con la sua automobile con l’intento di ucciderle e, pur essendo «manifesto» il disagio psichico dell’attentatore, non avrebbe influito sulla sua capacità di intendere e volere nel momento del suo gesto. Anche perché, come emerge dall’attività degli inquirenti, sono varie le ricerche legate a stragi o a siti islamisti e le ultime sarebbero avvenute il 7 e il 12 maggio scorsi, pochi giorni prima dell’attentato. Come se non bastasse, El Koudri avrebbe ricercato anche notizie sulle Brigate Rosse e su «Italian Terrorism».
