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Magistratura

“Ecco le nostre inchieste, scavate a destra”. Così la redazione di Report indirizzò i pm

I cronisti di Ranucci presentarono in Procura i propri servizi come possibili moventi dell’attentato: quasi tutti riconducibili a Fdi. Nessuno di loro ha citato Lavitola e gli stretti rapporti con Sigfrido, ma tutti sapevano dei legami tra il conduttore e il faccendiere

Report ingolfa i pm: indagate su tutto

Tutte le piste pericolose portano a destra. O meglio, questa era la teoria. È il 10 novembre 2025 quando i giornalisti di Report consegnano nelle mani del capo della Procura di Roma, Francesco Lo Voi una dettagliata denuncia sulle puntate più scottanti di cui si stavano occupando, tracciando quindi potenziali piste dietro l’attentato del 16 ottobre contro il volto del programma SigfridoRanucci. Ogni giornalistaelenca i possibili moventi. Quasi tutti politici. Ericonducibili aFratelli d’Italia eal centrodestra. Nessuno sospetta di Lavitola. Anessuno viene l’idea di indicare il faccendiere, al centro di mille intrighi, noto aparte della redazione e amico fraterno di Ranucci. Quando si dice il fiuto… Comunque, la denuncia dei giornalisti di Rai 3 punta dritto sulla questione politica e sulla manina del centrodestra. Tesi poi alimentata dallasinistraper far di Ranucci il «martire del governo Meloni».

Nella denuncia gli inviati di Report precisano un passaggio che fornirebbe solidità alle proprie piste: «È ben probabile che il movente dell’agire degli attentatori possa risiedere proprio in alcuni specifici lavori e inchieste realizzate, che come detto non sono ad appannaggio del conduttore Ranucci». I cronisti di Mr report passano poi ad elencare «le principali tematiche di cui si sono occupati e si occupano con i relativi profili di rischi edelicatezza».

Luca Chianca cita l’inchiesta realizzata sul rigassificatore in Liguria e due indagini per voto di scambio che avrebbero coinvolto l’amministrazione uscente di centrodestra guidata da Giovanni Toti. Restando nel nord, tocca a Brugnaro, ex sindaco di Venezia del centrodestra. Walter Molino, inviato di Report, indica agli inquirenti tutte le inchieste sui conflitti d’interesse dell’amministrazione Brugnaro. Addirittura Danilo Procaccianti individua tra le possibili piste dell’attentato la riforma della corte dei Conti (voluta dal ministro Tommaso Foti) portata avanti dal governo Meloni. Epoi tira dentro anche Matteo Salvini per il sevizio che si è focalizzato sul ponte sullo Stretto. Foti-Salvini una vera e propria coppia di bombaroli. GiorgioMottola, l’inviato più noto dopo Ranucci, non è da meno. Tra i servizi attenzionati c’è quello su Daniela Santanchè con il caso Visibilia. Epoi di nuovo sul governo Meloni. Mottola teme che l’attentato possa essere collegato ai servizi di Report sui centri in Albania per gli immigrati. Di Lavitola nessun sospetto. Nell’elenco fornito da Mottola figura anche l’inchiesta sui legami tra Fratelli d’Italia e il terrorista nero Luigi Ciavardini. Piccola menzione speciale per Claudia Di Pasquale che scorge tra le possibili piste quella che porta a Totò Cuffaro. Motivo? Un servizio di Report sulla nascente Democrazia Cristiana in Sicilia.

Insomma, per i segugi di Ranucci le piste erano quasi tutte politiche. Certo, c’è chi come Paolo Mondani ha suggerito la strada della mafia, per le inchieste sulle stragi. Ma pare sia stato l’unico anon intravedere una regia politica dietro l’attentato. Però tutti hanno sottovalutato l’amicizia tra Ranucci e Lavitola. La denuncia dei giornalisti di Report fornisce sicuramente un ulteriore spunto alla ricostruzione del grande giallo, soprattutto alla luce della mancata presa di distanza di Ranucci da Lavitola. Sul fronte giudiziario, la settimana che si apre potrà riservare ulteriori sviluppi. C’è attesa per la fissazione delladata delRiesame per Valter Lavitola. Mentre i 4 bombaroli sono in attesa di essere convocati dal giudice per raccontare la «loro verità ».

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