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Magistratura

Ecco tutto quello che non torna nella linea di Sigfrido

Dall’alibi all’amico ai contatti frequenti ai depistaggi sui possibili moventi

Pezzi dell'automobile di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, e quella di sua figlia, dopo un'esplosione, a Campo Ascolano, frazione di Pomezia (Roma), 17 ottobre 2025. ANSA/EMANUELE VALERI

La confessione di Valter Lavitola sull’attentato contro Sigfrido Ranucci non chiude il cerchio. Anzi. La ricostruzione del faccendiere non convince gli inquirenti. Sul tavolo del pubblico ministero Edoardo De Santis ci sono ancora tanti file da decifrare. A fine mese, appena saranno terminati gli esami tecnici sui dispositivi (cellulare, pc, tablet) di Lavitola, i magistrati avrebbero intenzione di ascoltare persone già sentite in precedenza e anche, eventualmente, nuovi profili. Difficile credere che tra questi non rientri la vittima, Sigfrido Ranucci.

E le sue parole potrebbero diventare un passaggio chiave per chiarire tutto ciò ancora non torna nell’inchiesta.

I punti oscuri sono tanti. Lavitola ha asserito un movente non politico dell’attentato. Eppure, visionando le chat tra Ranucci e Lavitola l’idea di costruire una leadership politica attorno alla figura del conduttore appare evidente. Sondaggi, battute e spin doctor. C’è un altro punto che non torna e riguarda i plurimi tentativi di Ranucci di fornire un alibi a Lavitola. Il conduttore di Report prova a elaborare, al telefono con il suo amico la notte della perquisizione, motivi terzi in merito al sopralluogo effettuato con Clesio Gomez Tavares prima dell’attentato. Ma c’è di più, perché la notte del 4 luglio 2026 la casa di Lavitola viene perquisita. L’ex direttore dell’Avanti viene formalmente indagato per essere il mandante dell’attentato.

Quella sera Lavitola resta due ore e mezza al telefono con il conduttore. Ma soprattutto Mr Report, come si legge nell’ordinanza, avrebbe anche inviato documenti all’amico. Quali? E di cosa hanno parlato? Altro punto in chiaroscuro. I contatti tra Daniele Autieri, inviato di Report, e il faccendiere. C’è un messaggio che arriva a Lavitola la sera della perquisizione: «Ciao Valter, Sigfrido mi ha detto che sono venuti i carabinieri.

Puoi parlare?», scrive Autieri. Strano che un collaboratore di Report, proprio l’autore del servizio sui cantieri Vittoria, indicata da Ranucci come una delle piste centrali per comprendere il movente dell’attentato, contatti il presunto mandante della bomba.

In sede di dichiarazione davanti ai pubblici ministeri Autieri dichiarerà che quella del messaggio è stata un’iniziati.

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