Le nuove immagini della webcam dei poliziotti rivelano ulteriori dettagli sulla morte di Abderrahim Fakir. E mandano su tutte le furie la difesa del marocchino, deceduto nel quartiere Pilastro di Bologna al culmine di un intervento di contenimento del 42enne in preda a un delirio eccitato, aggravato probabilmente dall’abuso di cocaina.
L’ultimo scontro tra le parti si è consumato quando Filorosso, il programma su Rai3 di Antonino Monteleone con Adele Grossi, ha mandato in onda in esclusiva l’ultimo video inedito della bodycam degli agenti, che mostra uno dei momenti cruciali in cui Fakir è a terra, poco prima di perdere i sensi, con il volto sporco di sangue, mentre uno dei poliziotti gli tiene la testa ferma da un lato, evitando che premesse sull’asfalto, in modo da consentirgli di respirare. E quei drammatici istanti, secondo l’avvocato Gabriele Bordoni che assiste i due poliziotti coinvolti nella vicenda, dimostrerebbero che il marocchino si sarebbe ferito prima dell’operazione di contenimento delle forze dell’ordine. Dunque il sangue rimasto impresso sull’asfalto sarebbe colato «da una lacerazione da sfregamento del capo sul suolo bollente, che Fakir si sarebbe provocato autonomamente mentre si agitava», spiega Bordoni. «Anche se si tratta di una ferita superficiale, ha provocato una copiosa perdita di sangue, perché quella parte del capo è molto vascolarizzata», sostiene il legale, che ripercorre gli attimi in cui il 42enne inizia a perdere materiale ematico. «Quel video mostra la fase precedente al contenimento, quando Fakir cerca di mordere uno dei poliziotti e viene immobilizzato a terra. È lì che per ben due volte si libera dalla presa degli agenti e si dimena sulla pavimentazione. A quel punto spruzzano lo spray al peperoncino, lui si inarca e struscia la testa sull’asfalto, avanti e indietro in un movimento repentino, provocandosi la lacerazione superficiale dalla quale cola il sangue», racconta il penalista. Per l’avvocato degli agenti, dunque, la pozza ematica sarebbe legata a una ferita che non avrebbe avuto alcuna incidenza sulla ferale sorte del marocchino. Di segno opposto le valutazioni della famiglia della vittima, che bolla l’interpretazione sul filmato della bodycam come «l’ennesima invenzione».
Dall’autopsia sul corpo di Fakir, al momento secretata, emergerebbero sì dei segni escoriativi sul capo del marocchino, ma anche una copiosa quantità di sangue che parte dai polmoni e ostruisce le vie respiratorie, fino alla bocca. Un segno di asfissia meccanica, per l’avvocato Fabio Anselmo, il quale, dopo la diffusione del video esclusivo a Filorosso, ha presentato una denuncia per rivelazioni d’atti d’ufficio da parte di pubblico ufficiale, in merito anche agli altri filmati delle bodycam pubblicati in questi giorni. «Abbiamo chiesto di poter avere quei filmati ma ci sono sempre stati negati con la giustificazione che sono protetti dal segreto», ha spiegato l’avvocato della famiglia del marocchino. «Quei video, fatti per ragioni di servizio, sono stati acquisiti dalla Procura e sono atti d’indagine. Quindi chi li ha divulgati ha commesso un reato e ne dovrà rispondere», assicura.
