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Magistratura

Il Tar boccia di nuovo il Comune sull’“inerzia” e il blocco dei cantieri

I giudici amministrativi condannano Palazzo Marino per il “silenzio” sul progetto di viale Brenta 34 e danno ragione al costruttore. Il centrodestra va all’attacco: “Sull’urbanistica gestione disastrosa della giunta”

Costruzioni Lo sviluppo edilizio della città è bloccato da mesi

Arriva una nuova bocciatura del Tar al Comune sul fronte urbanistica. Il Tribunale amministrativo dichiara illegittimi il «silenzio» e la «stasi» di Palazzo Marino sulla approvazione di un progetto immobiliare, dando ragione ancora una volta ai costruttori.

Il Tar ha condannato l’Amministrazione sul cosiddetto «blocco dei cantieri» ed è la seconda volta che succede in due settimane. Il Comune ora ha 60 giorni per rispondere alla società ricorrente sulla richiesta di realizzare un intervento edilizio. Altrimenti verrà nominato dai giudici un commissario ad acta che decida al posto della «Amministrazione inadempiente». Per il Tribunale infatti, Palazzo Marino è da condannare per l’«inadempimento» e per l’«inerzia» e va accolto il ricorso ha della Setha Brenta srl, che aveva chiesto l’autorizzazione per costruire un nuovo edificio in viale Brenta 34, con lo strumento del permesso di costruire convenzionato.

A dicembre - ricostruisce Lapresse - il Comune aveva comunicato all’impresa l’interruzione dei termini per il rilascio del titolo edilizio, motivata con l’assenza della convenzione urbanistica. Si tratta del documento che disciplina aspetti come la cessione gratuita di aree, la realizzazione di opere di urbanizzazione, le caratteristiche morfologiche degli edifici e la presenza di eventuale edilizia residenziale sociale e che deve essere approvato dal Consiglio comunale o dalla giunta. A febbraio la società, assistita dagli avvocati Fabio Todarello e Francesco Schiano di Cola, ha chiesto formalmente all’Amministrazione di «proseguire nell’istruttoria» e trasmettere alla giunta lo schema di convenzione da approvare. Ma non c’è stata risposta e quindi è arrivato il ricorso al Tar da parte del privato. I giudici scrivono che il Comune ha «l’obbligo» di «pronunciarsi», positivamente o meno però in modo motivato, sul progetto, mentre sulla convenzione urbanistica non può rinviare l’iter a «tempo indeterminato». La sentenza in questione, insieme a quella fotocopia di due settimane fa che parlava del rischio di «paralizzare» l’urbanistica in città, è stata accolta con favore da Assimpredil Ance: «Un principio fondamentale. Il Comune non è obbligato ad approvare un progetto, ma è obbligato a decidere entro tempi certi e con motivazioni chiare».

Intervengono Marco Bestetti e Chiara Valcepina, consiglieri regionali di Fdi: «Questa seconda sentenza del Tar mette ancora una volta il Comune di Milano con le spalle al muro». Ancora: «Lasciare procedimenti sospesi e rinviare le risposte significa alimentare un clima di incertezza che allontana gli investimenti, danneggia la città e ne indebolisce la capacità di programmare il proprio sviluppo». E il deputato di Fdi, Riccardo De Corato: «È l’ennesima riprova che sull’urbanistica il governo della città di Beppe Sala è stato assolutamente disastroso».

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