Sigfrido Ranucci usava il bistrot Cefalù di Valter Lavitola come succursale distaccata della redazione di Report? Dal racconto di Natalia Potenza, ex compagna del faccendiere, in carcere dal 10 agosto con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro Mr Report, spunta un’altra cena allargata tra il conduttore, Lavitola e il regista storico di Report dai tempi d Milena Gabanelli, Claudio Del Signore. Natalia ricorda l’episodio: «Ci fu una cena in cui Valter e Sigfrido discutevano dei piani politici, del lavoro di Report, al quale partecipò anche un giornalista di Report che compare al fianco di Ranucci il giorno dopo l’attentato nella famosa foto». Contattato dal Giornale, Del Signore conferma, ma esclude qualunque sua partecipazione a dialoghi di diversa natura: «Sono stato a cena con Ranucci da Lavitola. Ma io sono un tecnico e non ho parlato di politica». Episodio che certifica l’ennesimo legame tra Lavitola e un Ranucci che coinvolgeva la squadra, spesso nell’inconsapevolezza degli stessi. Natalia ai giudici ha ammesso: «Chi voleva arrivare a Ranucci veniva da Valter». Sul fronte giudiziario, l’inchiesta continua ad allargarsi e, soprattutto, a scavare nei punti di contatto tra il mondo economico di Lavitola e quello di Sigfrido. Per questo il pm Edoardo De Santis starebbe valutando di sentire Giuseppe, figlio maggiore di Lavitola. Un contributo ritenuto utile dagli investigatori sarebbe arrivato dagli imprenditori Antonio e Daniele Pulcini, che avrebbero fornito indicazioni sulla proprietà delle mura del ristorante e sulle dinamiche della trattativa che ruotava attorno all’immobile (senza mai concretizzarsi).
Ma il fronte più delicato riguarda Report. L’attenzione degli investigatori non sarebbe concentrata soltanto sulle puntate effettivamente trasmesse, ma anche sui servizi realizzati e mai andati in onda o fatti slittare alla stagione successiva. L’ipotesi sulla quale i pm starebbero cercando riscontri è se, dietro alcune di queste decisioni, possano aver pesato interessi o influenze esterne. Tra i casi finiti sotto la lente, come anticipato da Il Giornale, c’è il servizio su Banca Progetto, realizzato ma mai trasmesso. Un’inchiesta che assume particolare interesse investigativo proprio perché Ranucci aveva tenuto rapporti con i Pulcini anche per la vicenda delle mura del Cefalù Bistrot. Da qui la necessità di ricostruire l’intero percorso editoriale del servizio: quando venne realizzato, quando avrebbe dovuto essere trasmesso, chi decise concretamente di rinviarne la messa in onda e quali motivazioni furono fornite all’interno della redazione. Per questo i magistrati starebbero valutando di ascoltare alcuni giornalisti di Report, a partire da Walter Molino, che ha lavorato al servizio su Banca Progetto, oltre ad alcune figure della precedente catena di comando della trasmissione. L’obiettivo è comprendere se il rinvio sia stato il risultato di una normale scelta editoriale oppure se siano intervenuti fattori esterni.
