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Magistratura

La vedova di David Rossi: “Pm sicuri del suicidio, io mai...”

Giallo sui biglietti in condice, sul Blackberry sparito e sulla valigetta “fantasma”

«Verità» La vedova di David Rossi Antonella Tognazzi

La strana morte di David Rossi torna a scuotere Parlamento, Mps e Procure. Dopo le perizie choc dei mesi scorsi non crede più nessuno alla tesi del suicidio del responsabile Comunicazioni della banca, volato dal suo ufficio di Rocca Salimbeni a Siena il 6 marzo 2013. Figurarsi la vedova Antonella Tognazzi, che ieri in commissione d’inchiesta, non prima di ringraziare i commissari per il «lavoro straordinario, con risultati insperati ma auspicati» ha riacceso i riflettori su chi ha avvelenato i pozzi: «I primi a parlarmi di suicidio furono i magistrati - ricorda la donna al presidente dell’organismo parlamentare Giuseppe Vinci (Fdi), - quando dopo un mesetto mi fecero vedere i biglietti indirizzati a me ritrovati nel cestino dissi: Non mi ha mai chiamato Tony, né amore, né mai mi ha chiesto scusa, parola che proprio non gli veniva. Mi sono convinta che quelle parole fossero un messaggio in codice: era per dire non può tornarti che te lo dica ora, fatti delle domande. E conoscendo il nostro rapporto penso di averle interpretate in modo giusto». Insomma, non era lo sfogo di un suicida ma un messaggio in codice contro chi avrebbe voluto depistare le indagini, già compromesse dall’imperizia con cui i tre pm senesi Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Nicola Marini spostarono al loro arrivo vestiti, libri e mobili, come confermano le immagini della Scientifica. Accusati in commissione dall’ex colonnello dei carabinieri Pasquale Aglieco, «casualmente» presente al loro arrivo, sono stati assolti dal Gip di Genova Nicoletta Guerrero.

Chi lo spinse giù dalla finestra dopo una probabile colluttazione? Chi lo tenne per il polso prima di farlo precipitare? Perché i suoi colleghi lo lasciarono agonizzare? Di cosa aveva paura David Rossi? «Non capiva perché la magistratura ce l’avesse con lui - ricorda la vedova - e questo lo preoccupava», forse perché temeva che tramite lui volessero incastrare Giuseppe Mussari. C’entra il Blackberry «mai restituito» a differenza dell’altro Blackberry più piccolo e dell’iPhone o la valigetta 24 ore «mai vista in casa»? «Voleva essere interrogato, ma mi disse che era (l’allora ad, ndr) Fabrizio Viola che diceva ai pm chi chiamare. E lui si meravigliava, perché non mi chiamano?». C’entrano i festini sessuali a cui Marini e Natalini avrebbero partecipato? Quando le Iene Antonino Monteleone e Marco Occhipinti (condannati in primo grado a Genova, per aver diffamato Marini) trovarono un escort presente alle serate hot che li accusava, fu Aglieco a diffamarli, minacciandoli con e-mail anonime a lui attribuite grazie all’intuizione dei legali Stefano Toniolo e Susanna Gallazzi. L’ex ufficiale dell’Arma oggi ad Hammamet è stato condannato ieri dal tribunale di Varese a risarcirle con 40mila euro. «Conferma che la nostra inchiesta è scomoda», dice il conduttore di Filorosso al Giornale.

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