«Succedono cose strane, è importante che il tuo avvocato parli con Sergio Cola». A mettere nero su bianco queste righe è Valter Lavitola, in una lettera spedita il 18 agosto 2026, 8 giorni dopo l’arresto, all’ex compagna Natalia Potenza. Il Giornale è in grado di pubblicare in esclusiva il contenuto di tre missive scritte di pugno da Lavitola e spedite dal carcere di Rebibbia alla compagna. È una fase delicata, Natalia non ha ancora maturato la decisione di parlare con i magistrati. Lavitola conta sull’appoggio dell’ex compagna. Ma teme l’allargamento delle indagini agli interessi economici. E quindi ordina alla donna di fare alcuni passaggi: «Fammi avere una copia del mio interrogatorio (reso il 12 agosto ndr) e prova a contattare l’avv Cris Monsur e verifica se è tutto vero, ti chiedo di informarti se è vero che esiste un’altra indagine secretata, parla con Sergio Cola, una cosa di 15 anni fa che sarebbe stata comunicata dal ministero dell’Interno. Succedono cose strane». Il timore del faccendiere riguarda l’allargamento dell’indagine al filone del riciclaggio. Dal carcere detta le mosse e prova a orientare l’allora compagna. Chiede di contattare l’avvocato Cris Monsur, che cura affari in Africa e Carbon credit.
Lavitola dal carcere tenta di capire, attraverso le lettere, in quali direzioni si stanno muovendo le indagini del pubblico ministero Edoardo De Santis. Ha fretta di uscire e chiede all’ex compagna di un passaggio burocratico, necessario alla richiesta per gli arresti domicilari: «Amore è importante che tu faccia la tua richiesta per legalizzare la convivenza per avere i domiciliari».
La situazione precipita. Libero intervista Adriana Linhares de Lucena, l’estetista brasiliana amante e amica speciale di Valter. Il rapporto tra l’ex faccendiere e la compagna si rompe. Lavitola prova a ricostruire il legame e nella lettera del 24 agosto si giustifica: «Adriana non è la prestanome di nulla, fai parlare Cavallaro con Cola, ti scongiuro è importantissimo, per la vostra sicurezza. Ti scongiuro, da quando sono tornati i tuoi è successo un disastro». Poi prova a rassicurare la moglie sulle sue condizioni: «Qui i detenuti con me sono generosi». E ipotizza la disponibilità di un cugino per i domiciliari: «Antonio potrebbe dare la disponibilità per i domiciliari». Nella lettera del 20 agosto il quadro cambia. Lavitola teme per la piega che sta prendendo l’indagine ed è a conoscenza di due perquisizioni fatte al centro estetico di Adriana. «Sono andati da questa (Adriana) pensando che fosse una prestanome ma non è vero». Poi fa riferimento a Ranucci: «Cercano i soldi dell’eventuale campagna elettorale per Sigfrido Ranucci, non ti chiedo di credermi sulla parola, questi sono convinti che ho tanti soldi nascosti in Brasile». Nelle tre lettere emerge il tentativo di tenere buona e calma Natalia custode di tanti segreti. Ora c’è un nuovo colpo di scena: la Procura di Roma vuole riascoltare Natalia Potenza, che l’11 settembre scorso ha reso una lunga deposizione, con la quale ha vuotato il sacco sui rapporti tra Sigfrido Ranucci, vittima dell’attentato, e Valter, mandante della bomba, ora sembra pronta a portare materiale altrettanto decisivo.
