Una gara con due soli partecipanti per uno dei posti più ambiti e delicati della magistratura milanese: il vertice della Dda, la Direzione distrettuale antimafia. Per raccogliere l’eredità di Alessandra Dolci, nominata procuratore a Venezia, si sono candidati una veterana della Procura, Bruna Albertini, e un magistrato che qui lavora invece da pochi mesi, Calogero Piscitello (per tutti Roberto). E dopo lunga riflessione, il procuratore Marcello Viola ha scelto il secondo.
È il primo tassello nel complesso giro di nomine che nei prossimi mesi ridisegnerà la Procura. In attesa di nuovi capi sono ben quattro i pool, i cui coordinatori hanno cessato l’incarico di aggiunti: come il pool dei reati sessuali, guidato fino all’anno scorso da Letizia Mannella, o i reati informatici e il terrorismo, dove stava Eugenio Fusco. Per avere nuovi aggiunti bisognerà attendere le decisioni del Csm.
La Albertini e Piscitello si sono contesi l’unico posto che non dà la guida piena del pool: il capo della Dda è il procuratore Viola, che - per le nuove regole - tiene per sé l’incarico. Serve però un aggiunto con funzioni di coordinamento. Nel provvedimento di ieri Viola riconosce l’alto livello professionale della Albertini. A far prevalere Piscitello per il «maggiore spessore curriculare» è la vastità degli incarichi ricoperti, sia quando in Sicilia era a capo del pool che dava la caccia al superlatitante Matteo Messina Denaro sia quando è stato distaccato al ministero della Giustizia e al Dap, con l’incarico di individuare i detenuti per il 41 bis. Ruoli in cui Piscitello è divenuto oggetto di minacce, che lo fanno vivere sotto scorta. Viola sottolinea la sua «maggiore ecletticità delle attitudini ed esperienze professionali maturate nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata», nonché nella «gestione dei detenuti e dei collaboratori di giustizia» che «rappresentano un profilo di estremo rilievo per lo svolgimento dell’incarico». Di fatto, Piscitello è un superspecialista dell’antimafia: un profilo che Viola ha voluto assicurare alla Dda per i prossimi anni, dopo che (a febbraio 2027) lo stesso Viola lascerà la guida della Procura per raggiunti limiti di età.
