Le strade di Ranucci, Lavitola e Report si sono incontrate già nel 2019. Con l’ingresso di quarto personaggio: Peppe Spadaccini, il re dei Canadair e grande finanziatore de L’Avanti (giornale diretto da Lavitola). Il Giornale è in grado di svelare un’altra storia, che metterebbe in collegamento il ruolo dell’ex direttore de L’Avanti nella realizzazione di un servizio-inchiesta da parte del programma condotto da Sigfrido Ranucci. Stando a quanto accertato, Lavitola e Ranucci sono diventati amici nel 2019. Cosa c’entra Report? Il programma Rai entra in gioco nel giugno del 2019. È il 16 giugno di quell’anno che Report realizza un’inchiesta sul business degli incendi in Italia. Il servizio è firmato da Rosa Maria Aquino, ribattezzata dallo stesso Ranucci la «pulce». Un tema che interessa da vicino proprio Lavitola. E ora ne scopriremo i motivi. Report rivela documenti riservati, fatture gonfiate, veicoli non a norma e cifre esorbitanti sulla gestione dei Canadair. L’ultimo appalto, datato 2018, vale 360 milioni di euro. Si tratta di un servizio che lo Stato italiano dal 1997 ha privatizzato. Una bella torta su cui tanti imprenditori vorrebbero mettere le mani. Nel 1997 a soffiare l’appalto a Finmeccanica è Giuseppe Spadaccini, il re dei Canadair, amico stretto di Lavitola e finanziatore del giornale L’Avanti. Dagli atti parlamentari (interrogazione 4/04103) emerge che Spadaccini avrebbe donato circa 1milione e 200 mila euro alla società International Press che editava l’Avanti. Il servizio di Report, nel quale Lavitola compare anche come intervistato, accende i riflettori e dubbi sulle procedure che hanno portato la Protezione Civile, all’epoca al cui timone c’era Guido Bertolaso, alla revoca dell’appalto all’amico di Lavitola. Appalto finito poi, ricostruisce il servizio di Report, alla multinazionale londinese Babcock, tramite un passaggio di società alla Inaer di Andrea Bonomi. Ranucci mette in luce proprio la gestione poco chiara da parte della società londinese subentrata all’amico di Lavitola. Nello specifico si contesta alla società, che ha soffiato la torta a Spadaccini (finanziatore del giornale di Lavitola), carenti livelli di sicurezza degli aeroplani, che metterebbero a rischio la sicurezza dei piloti, fatturazioni gonfiate, fuga dei tecnici. L’inchiesta è un atto di accusa ai nuovi gestori dei Canadair. E soprattutto il sospetto, viene avanzato da Report, che vi sia stato un bando cucito su misura per far fuori l’amico di Lavitola. L’inchiesta di Report ha una direzione chiara: contestare la gestione degli incendi estivi alla nuova società. Nel servizio viene dato ampio spazio sia a Lavitola che al re dei Canadair che diventa il grande accusatore del ministero dell’Interno in una lunga intervista. Alla luce dei risvolti delle ultime settimane è lecito porre un interrogativo: se fosse stato proprio Lavitola a ispirare l’inchiesta a favore del finanziatore del suo giornale? Mettendo in luce tutte le negligenze della società londinese che si è aggiudicata dopo Spadaccini l’appalto.

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