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Magistratura

Lo straniero ferisce due agenti. Ma il giudice lo rimette in libertà

La violenza venerdì a Roma. L’udienza per direttissima convalida l’arresto ma l’aggressore di origini senegalesi è già fuori. Ira Meloni: “È inaccettabile, così viene indebolita la credibilità dello Stato”

Violenza Venerdì mattina, a due passi da Termini, uno straniero si è lanciato contro gli agenti durante l'arresto. In foto un fermo immagine dell'aggressione

Venerdì mattina, a due passi dalla stazione Termini, un arresto da parte di due agenti della Polizia di Stato, che fanno parte del commissariato Viminale, si è trasformato in un’improvvisa violenza. Infatti, lo straniero, con passaporto comunitario ma di origine senegalese, ha reagito lanciandosi furiosamente contro di loro nel tentativo di guadagnarsi la fuga. E mentre i due agenti cercavano di contenerlo, per concludere il fermo, sono rimasti feriti: sono scattate le accuse di aggressione, resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Il soggetto è stato condotto in aula per l’udienza con rito direttissimo, durante il quale il giudice ha convalidato l’arresto ma ha anche disposto l’immediata liberazione dell’imputato.

«Episodi, sempre più numerosi, di decisioni che vanificano il lavoro di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria incolumità», ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, garantendo che «il governo continuerà a rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine». Una risposta indiretta alla richiesta degli agenti di avere maggiori garanzie per le loro operazioni, perché la sensazione è quella di fare lavoro inutile. «In questo Paese si può ancora fare il poliziotto e pretendere che chi aggredisce un agente ne risponda concretamente?», si chiede Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, che ha diffuso il video originario. «Quando, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato, si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere. È francamente inaccettabile, perché indebolisce la credibilità dello Stato nel suo complesso», ha aggiunto la premier. Un concetto sul quale concorda anche il Coisp, che sottolinea come non si possa «chiedere alle Forze di Polizia di intervenire, esporsi, affrontare soggetti violenti e rischiare la propria incolumità per poi assistere alla loro immediata rimessa in libertà. È un cortocircuito che mina l’efficacia stessa dell’azione dello Stato e trasmette un messaggio devastante», ha aggiunto Pianese.

Sul caso, Fratelli d’Italia ha annunciato un’interrogazione parlamentare. «Se confermato», spiega l’onorevole Francesco Filini, «si tratta di una situazione che non può lasciare indifferenti». L’onorevole Sara Kelany ha sottolineato che si tratta di «un atto dovuto perché gli sforzi dei nostri uomini e donne in divisa per garantire la sicurezza dei cittadini non cadano nel vuoto».

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