Minacce e insulti, anche a sfondo sessuale, contro il gip di Torino che non ha convalidato il fermo del commesso di un minimarket accusato di violenza sessuale su una tredicenne. Dopo la pubblicazione sui social del nome e della fotografia del magistrato, sulle piattaforme è partita un’ondata di odio. «Fossi io il padre della bambina gli farei una bella sorpresa e gli farei maledire il giorno che è diventato magistrato. Pensaci bene, molto presto pagherete tu e i tuoi colleghi», è uno dei messaggi.
In molti arrivano ad augurare violenze ai familiari del giudice. «Aspetto con molta ansia che capiti una situazione del genere a un parente o figlia di qualche giudice e poi non dirò che sono dispiaciuto, ma festeggerò», scrive un utente. Tra i gruppi dove sono comparsi i messaggi ci sono «Remigrazione», con 22mila follower, e «Noi siamo con Vannacci Torino c’è», che conta 59mila iscritti. Non mancano accuse di appartenenza a una «cricca», insulti politici e richieste di licenziamento o arresto del magistrato.
Il caso torinese arriva mentre a Imperia emerge una vicenda con alcune analogie. Un diciannovenne, arrestato dalla polizia il 27 agosto con l’accusa di avere tentato di violentare una minorenne dopo una Notte Bianca, è stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari. A rendere nota la decisione è stata la senatrice di Italia Viva-Casa Riformista Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio. Secondo la sua ricostruzione, il giovane avrebbe seguito la ragazza per circa 40 minuti prima di gettarla a terra nel tentativo di abusare di lei.
Intanto a Torino proseguono le indagini su quanto avvenuto sabato nel minimarket. Il titolare dell’esercizio è stato multato per 7mila euro per una serie di irregolarità riscontrate durante i controlli amministrativi disposti dal questore Massimo Gambino. Gli investigatori stanno inoltre esaminando un secondo episodio avvenuto pochi minuti prima degli abusi sulla 13enne. Le telecamere di videosorveglianza mostrerebbero il 42enne avvicinarsi a una cliente di circa 40 anni e palpeggiarla. La donna non è stata ancora identificata e non ha presentato querela, ma secondo la procura le immagini potrebbero essere sufficienti a sostenere anche in questo caso l’accusa di violenza sessuale.
