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Roggero, il "giallo" del giudice sostituito

La difesa: una toga popolare cambiata senza spiegazione. L’Anm: "Minacce e insulti dopo la condanna". Riapre la gioielleria

Roggero, il "giallo" del giudice sostituito
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La difesa di Mario Roggero ha un asso nella manica. Il professor Sergio Novani, analista processuale che coordina con l'avvocato Stefano Marcolini il team legale del gioielliere, sostiene che, durante l'ultima udienza di primo grado, «decisiva», uno dei giudici popolari sia stato sostituito «senza svolgere un accertamento». Non solo, il membro della giuria popolare sarebbe stato cambiato «senza giustificazione e senza alcuna motivazione». La perizia psichiatrica d'ufficio del dottor Keller - aggiunge - ha confermato «in modo inconfutabile» che il settantaduenne di Grinzane Cavour avesse agito non per «spirito punitivo o di vendetta» ma solo per difendere «la moglie e la figlia». Dalla perizia, insomma, emergerebbe un quadro diverso dalla «giustizia privata». L'uomo avrebbe reagito in maniera disperata «in un contesto di pericolo imminente e percepito come ancora in atto». Per la difesa, non ci sono dubbi: quella di Mario Roggero è stata legittima difesa, anche solo «putativa, a tutela della vita e della sicurezza della propria famiglia».

Ai microfoni del Giornale, Novani torna anche sul precedente del 2005. La scena in cui il gioielliere 72enne avrebbe minacciato con una pistola l'ex fidanzato della figlia. Su questo punto, l'analista processuale si toglie più di qualche sassolino dalla scarpa. Per il collegio difensivo, l'episodio sarebbe stato descritto in modo parziale se non strumentale. «Come parte del collegio difensivo - dice Novani - , desidero chiarire che l'articolo pubblicato da La Repubblica sul passato giudiziario del signor Roggero distorce...la realtà processuale per accreditare il teorema di un'indole violenta». Secondo il decreto citato da Novani, l'ex fidanzato della figlia del gioielliere «non si limitò a qualche schiaffo ma...la raggiunse con alcuni pugni che le causarono lesioni, seguiti dal terrore di una duplice simulazione d'investimento con l'auto, prima di abbandonarla al buio in una strada isolata». Roggero avrebbe citofonato per chiedere spiegazioni e, soltanto dinanzi alle minacce armate del padre del ragazzo, avrebbe mostrato la sua pistola, scarica e detenuta legalmente. «Trasformare l'istinto di protezione paterna in un marchio di fabbrica criminale - chiosa l'analista - è una parziale e inaccettabile mistificazione che calpesta la verità degli altri». Ieri intanto ha riaperto la gioielleria di Grinzane Cavour, già vittima di rapine seriali. Il centrodestra si muove per evitare altri casi analoghi.

Fdi ha presentato un disegno di legge per escludere i risarcimenti a chi delinque. L'Anm ieri ha denunciato un clima di «minacce e insulti» dopo la condanna definitiva al gioielliere. Il caso sembra tutto fuorché chiuso.

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