Da amici delle toghe a persecutori. È l’ultima giravolta del M5S di Giuseppe Conte. Così il partito più giustizialista e da sempre al fianco della magistratura adesso prende di mira proprio i giudici. Una vicenda che ruota attorno all’ultimissima audizione del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, che martedì in commissione Antimafia «ha parlato di un inquinamento probatorio ad ampio raggio che a noi interessa, perché inquina il materiale del nostro procedimento», accusando alcuni magistrati, tra cui Roberto Scarpinato, oggi senatore del M5S e membro della commissione Antimafia: «Il filone pista nera non è chiuso. Ma l’indagine portata avanti all’epoca, violando la competenza funzionale di Caltanissetta, dalla Procura di Palermo nella persona di Scarpinato con riferimento a Stefano Delle Chiaie (il fondatore di Avanguardia Nazionale) è zero tagliato, anzi zero assoluto». Inoltre sempre De Luca ha ricordato che il gip di Caltanissetta Santi Bologna nel suo provvedimento di archiviazione del filone mafia appalti definì depistante l’attività di Scarpinato, ricevendo da lui «attacchi sproporzionati» senza avere la solidarietà dell’Anm. Ovviamente Scarpinato ha subito risposto che «se ritengono di potermi tappare la bocca si sbagliano di grosso».
«Si deve dimettere», replica piccata la meloniana Sara Kelany. Ma i 5Stelle non ci stanno e iniziano un vero e proprio attacco frontale al procuratore di Caltanissetta annunciando addirittura un esposto alla procura della cittadina dell’entroterra dell’isola. E 24 ore dopo si presentano alla Sala Nassirya di Palazzo Madama per una conferenza stampa a cui ha preso parte Scarpinato ma anche il leader Giuseppe Conte, e poi ancora Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi. Va da sé i Cinquestelle stanno con Scarpinato ma non con il procuratore De Luca. Pirondini parla di «killeraggio politico nei confronti del M5s». Ecco poi lo show di Scarpinato che recita la parte della vittima: «Se pensano di potermi tappare la bocca con questi metodi non sanno con chi hanno a che fare. Non mi sono lasciato intimidire da Riina e Berlusconi, non mi lascerò intimidire da questa sporca politica». D’altro canto, afferma Conte, «per noi Scarpinato è motivo di «vanto»: «È un magistrato che cerca la verità da anni con grande competenza e non si presta a farsi intimidire da un linciaggio mediatico e ai tentativi di tarpare le ali e chiudere questi canali di indagine. Noi siamo con lui».
Non ci sta la maggioranza. E non ci sta Sara Kelany di Fratelli d’Italia che dice al Giornale: «Il partito che si dichiara nume tutelare dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura arriva a sparare ad alzo zero contro il procuratore di Caltanissetta, durante la commissione in Antimafia. La cosa gravissima è questa pervicacia nell’attaccare la magistratura per difendere le posizioni personali di Scarpinato, il quale si dovrebbe solo dimettere». Duro anche il senatore azzurro Maurizio Gasparri, membro dell’Antimafia: «Oggi il senatore Scarpinato risponde con le solite narrazioni incredibili». E ancora: «Le intimidazioni di Scarpinato non fermeranno il nostro lavoro». Le dimissioni del pentastellato non contemplate, però. Mentre è certificata la nuova postura del M5s che sconfessa la storia dei Cinquestelle.
