Maradona numero uno anche nelle parolacce

Nella Top ten 2009 del turpiloquio il ct argentino batte la Maionchi,
Zapatero e Checco Zalone. Ma per vincere può bastare un gesto

«Para los que no creyeron, con el perdòn de las damas, que la chupen, y que la sigan chupando». È sul «chupando» che dovete concentravi, gerundio di per se nemmeno sconcio, ma fortemente evocativo. La cui pratica, che fa venire l’acquolina in bocca come gli strozzapreti ai porcini e zucchine, ha una serie infinita di traduzioni in italiano: tiramisù, scalocchio, barnello, calippotto, stappaturaccioli, flippone, sboccaponcio, soffocone. Diego Armando Maradona, più Pube che Pibe, ne ha fatto gentile richiesta, con figura metaforica, ai giornalisti suoi connazionali dopo che l’Argentina da lui guidata, battendo uno a zero l’Uruguay a Montevideo, ha conquistato (per un pelo) la qualificazioni al mondiale sudafricano. Così imparate a criticarmi. Un pensiero «chupando» che gli ha regalato un altro primo posto nella classifica dei buzzurri del 2009, nei cafoni più sboccati dell’anno. Che solo una donna ha rischiato di strappargli.

Vito Tartamella è scrittore, giornalista, caporedattore dello splendido «Focus», blogger e «psicolinguista». Si diverte un momdo con le parolacce senza dirne una. Ha scritto un saggio, «Parolacce» per l’appunto, e inventato il «Volgarometro», una specie di termometro linguistico sulla percezione sociale di un insulto. E lui che nel suo blog («Parolacce» che trovate su www.focus.it) ha messo giù, da esperto, la classifica più offensiva del 2009. Piena zeppa di donne. Mara Maionchi per esempio, l’originale non quella di Chiambretti, è seconda. Perché ha sfogato con questa settecentesca delicatezza la sua delusione per l’eliminazione delle Yavanna da X Factor: «Mi dispiace... loro hanno la maturità e la capacità di essere un artista nuovo, caz..., a allora mi rompe i cogl..., va bene???». La signora è in buona compagnia. C’è la britannica Lily Allen che ai razzisti le canta senza giri di parole «fottiti fottiti tanto tanto, perché odiamo ciò che fai e odiamo tutta la tua cricca», e l’americana Serena Williams che prende a maleparole un giudice di linea per una pallina in bilico sulla linea: «Giuro su Dio che prenderò questa fottuta pallina e te la infilerò giù per la tua fottuta gola! Mi ascolti? Giuro su Dio...» La differenza, non da poco, è che il fottuto disco di Lily ha venduto un milione e mezzo di copie, mentre la pallina in gola di Serena è costata una multa record di 82.500 dollari e una squalifica di due anni. Certo che messa giù così vien proprio voglia di tirare una saracca.

Ognuno, nel vippario, ha le sue porcherie preferite. Zapatero, in conferenza congiunta con Medvedev, svela con un lapsus la sua fissa: «Hemos hecho un acuerdo para estimular, para favorecer, para follar...» cioè «abbiamo fatto un accordo per stimolare, per favorire, per scopare...». Scopare. Proprio così. Perché i sensi vanno risvegliati e la rivoluzione non russa. E se Lula preferisce «la» popò, femminile singolare, «io voglio sapere se il popolo è nella m..., perché voglio tirarlo fuori dalla m... in cui si trova», Pannella la butta su «il» popò, singolare maschile, «però c'hai la faccia come il c... eh? (Per andare in tv) io devo fare gli scioperi della sete, della fame...». Per la cronaca era su Ballarò e la faccia era quella di Franceschini.
Anche Berlusconi è in classifica: due volte, ma di sponda. Al settimo posto quando al festival di Venezia una giornalista spagnola provoca Michele Placido, ma come, tu di sinistra fai un film con la Medusa? E lui: «Con chi caz... devo fa' il film? La tua è una domanda stupida!!! Voi invadete gli altri popoli e poi ci fate i film per dire che siete buoni... ma andatevene a quel paese... Ah sei spagnola? Va bene, peggio!». E al terzo nella parodia di «Canzone di Marinella» di Fabrizio De Andrè che Checco Zalone gli dedica nel suo show su Canale 5. «Questa della D'Addario è la storia vera... e il premier che la vide così bella, sul letto di Putin la mise a pecorella...». Il resto della filastrocca è ancora più esilarante. E manco volgare.

Ma non sempre c’è bisogno di parole per tirare fuori il meglio di se. Nella Top, nono posto, c’è anche Massimo Busacca arbitro internazionale di calcio, uno dei migliori del mondo. Durante Baden-Young Boys, primo turno di Coppa di Svizzera di calcio, ha risposto alle contestazioni dei tifosi con il dito medio alzato verso il cielo. Perché un bel tacer non fu mai scritto...