Marchionne: "Investiti 20 miliardi I sindacati possono accontentarsi"

L'ad del Lingotto da Scajola presenta il piano industriale 2010-14: "Su Pomigliano d'Arco senza accordo blocchiamo 700 milioni di euro"

Marchionne: "Investiti 20 miliardi 
I sindacati possono accontentarsi"

Roma - Dopo gli azionisti il ministro dello Sviluppo economico. Sergio Marchionne, a braccetto con il nuovo presidente Fiat John Elkann, ha discusso il piano aziendale 2010-2014 con il ministro. Al centro della discussione gli stabilimenti italiani e la produzione. "Ha visto? Facciamo miracoli" così l’ad commenta l’annunciato raddoppio della produzione di auto nell’arco del piano industriale 2010-2014. "L’incontro con Scajola è andato benissimo" ha detto Marchionne uscendo dal ministero. Poi ha parlato di investimenti: "Anche se ci vorranno cinque anni per spenderli, faremo più o meno venti miliardi di investimenti: direi che i sindacati si possono accontentare".

Pomigliano e Termini Un Marchionne meno conciliante sugli stabilimenti italiani: "A Pomigliano d’Arco sono disposto a non investire se non troviamo l’accordo. La cosa importante - ha sottolineato replicando a chi chiedeva se l’accordo si può fare senza la Fiom-Cgil - è trovare l’accordo, senza accordo non si possono fare gli investimenti: sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d’accordo". Torino può sorridere invece: "Il potenziamento di Mirafiori sarà incredibile, lì bisogna fare più di 200mila vetture l’anno". Nessuna speranza in Sicilia: "Il discorso su Termini è stato già chiuso" così Marchionne risponde alla domanda se l’annunciato aumento dell’occupazione dei dipendenti Fiat in Italia sarà al lordo o al netto della chiusura dello stabilimento siciliano.

Scajola: "Confronto con le parti sociali" Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha ricevuto il nuovo presidente della Fiat e l’amministratore delegato. Il ministro - informa una nota - "ha rivolto al presidente Elkann gli auguri di buon lavoro e dopo aver espresso apprezzamento per il nuovo piano industriale del gruppo, che conferma la centralità dell’Italia, ha concordato con l’amministratore delegato Marchionne un percorso di confronto con il governo e le parti sociali che riguarderà il nuovo piano nel suo complesso e l’impatto sui singoli stabilimenti italiani".

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