Materiale umano, l’Italia perde i pezzi

BOLZANO, 9 ottobre 2055. Lievi ritocchi al Tariffario organico umano nazionale. Alcuni esempi: ossa, muscoli e cartilagini degli arti aumenteranno mediamente del 10 per cento; fegato, intestino e pancreas saranno più cari del 15-20 per cento; pressoché stazionari, invece, occhi e organi genitali. «Gli aggiornamenti dei prezzi del Toun - si legge in una nota diffusa dal ministero del Benessere, che ieri a Bolzano ha presentato ufficialmente il nuovo tariffario - si sono resi necessari alla luce della flessione nella produzione di materia prima. L’Italia, fra l’altro, è l’unico Paese del Primo impero a dipendere per oltre un terzo del fabbisogno dalle importazioni. Se non invertiremo la tendenza producendo di più e soprattutto tornando a esportare sui mercati del Primo impero (dove i nostri prodotti godono ancora di grande prestigio), in capo a un decennio ci troveremmo ad affrontare una grave crisi».
«La crisi c’è già - ribatte Yleana Gnegnay, direttrice del New body center bolzanino - ed è quella della gente che ai problemi di salute vede aggiungersi quelli economici. Certo, la tecnologia ha i suoi costi, ma i rincari previsti dal nuovo Toun sono decisamente eccessivi». A proposito di tecnologia, dal 1° gennaio prossimo verrà introdotta anche in Italia quella thailandese per la sostituzione degli organi genitali. Costo dell’operazione (materia prima esclusa): 100mila euro per gli uomini e 150mila per le donne.

Commenti