Meglio "Excel" di un curriculum

Anche grazie alla spinta del NextGeneration, il fondo approvato nel luglio del 2020 dal Consiglio europeo per sostenere l'economia, in Italia si prevedono un milione di posti di lavoro in più da qui al 2026

Meglio "Excel" di un curriculum

Anche grazie alla spinta del NextGeneration, il fondo approvato nel luglio del 2020 dal Consiglio europeo per sostenere l'economia, in Italia si prevedono un milione di posti di lavoro in più da qui al 2026. Bisogna però attrezzarsi, formarsi, colmare il vuoto di una scuola scollegata dalla realtà socio-economica del Paese. Nove lavori su dieci richiederanno competenze digitali che la scuola non fornisce, e già ora viviamo la situazione paradossale di un'alta disoccupazione giovanile a fronte di aziende che faticano a trovare adeguate professionalità.

Sul tema è netta Francesca Devescovi, Ceo di DigitAlly, impresa nata da una costola di Microsoft per accelerare l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro formando all'uso di strumenti digitali. «La tendenza è del tutto evidente: si chiedono sempre di più specialisti nell'analisi dei dati digitali, digital marketing, project management e e-commerce. Nel mondo digitale tutto è misurabile per cui ovunque è richiesto un approccio guidato dai dati. Per questo trovo assurdo che le università italiane non insegnino come si usano Excel o Google Analytics, che invece sono la base di qualsiasi lavoro che si andrà a fare».

«Per tanti colossi aziendali, Google in testa, il saper fare vince sul curriculum», ricorda Andrea Zanotti, Presidente dell'Opificio Golinelli, anche lui critico sul valore effettivo del tradizionale pezzo di carta. È una realtà ormai assodata: il candidato è assunto o respinto in rapporto a cosa sa o non sa fare, la pratica vince sulla teoria. E nell'Opificio, centro bolognese che unisce sotto uno stesso tetto attività di formazione, trasferimento tecnologico, e incubazione di attività imprenditoriali, si lavora proprio su questo. Stesso discorso alla 42 Roma Luiss, scuola di programmazione legata all'omonima università romana e per la quale non si richiedono titoli ma piuttosto due requisiti: passare i test di logica e avere attitudine per il digitale.