Prendete Mattia, sei piccolo e sai già cosa vuol dire sfortuna. Nasci così, non è colpa tua, però i tuoi primi passi sono diversi. Poi un giorno quei passi calcano la terra rossa più bella, ti danno la mano di un campione di tennis che gioca la finale degli Internazionali d’Italia per accompagnarlo alla sua sedia: è norvegese, ma che ti importa? Dall’altra parte della rete c’è Jannik Sinner, il migliore di tutti, il tuo idolo probabilmente, e tu sei così vicino, sei protagonista, la gente applaude. E applaude proprio te.
Ecco, ci sono giorni che cambiano tutto e che soprattutto diventano indimenticabili. La tua vita scorrerà ancora a lungo, ma quel ricordo di bambino ti accompagnerà per sempre. Anche perché poi, proprio quel giorno, arriva un altro campione, che nonostante abbia fatto una strada difficile come la tua, è diventato a sua volta un campione di nuoto. Si chiama Simone Barlaam, ha vinto 4 medaglie d’oro alle Paralimpiadi, 23 titoli mondiali, e anche grazia a lui lo sport per disabili non è più di serie B. Simone ti cerca, solo per dirti “anch’io ho una gamba più corta della tua”, ti dà il cinque e ti saluta così: “Mi raccomando, ci vediamo presto in piscina”.
Caro Mattia, dillo ai
tuoi amici che una giornata così loro non l’hanno mai vissuta. Anche perché, qualunque cosa poi farai nella tua vita, hai già imparato che va oltre a una strada tortuosa c’è sempre un punto di arrivo: la potenza dello sport.