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Caldo senza tregua, città da bollino rosso

Nell'ultima settimana gli interventi di soccorso sono aumentati del 10 per cento

Caldo senza tregua, città da bollino rosso
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Ancora non è finito giugno, ma pare già di essere ad agosto. Caldo rovente, asfalto liquefatto, umidità alle stelle, notti tropicali con temperature minime che faticano a scendere sotto i 25 gradi e condizionatori che annaspano. L'anticiclone Caronte ha dato il cambio all'africano Cerbero, ma ci ha tolto la speranza che un bell'acquazzone potesse (almeno) raffrescare. Niente. Sono «docce calde», come le definisce Lorenzo Tedici, meteorologo de ilMeteo.it. Portano nient'altro che un'ulteriore impennata di umidità nell'aria. E Milano anche oggi è da bollino rosso pronta per il fine settiaman a superare i 38 gradi. Il risultato? Per il nostro organismo è nullo: la temperatura percepita rimane identica, mantenendo inalterato il senso di soffocamento. Talvolta insopportabile. Non è un'emergenza, ma in Lombardia nell'ultima settimana è stato registrato un incremento del 10,3 per cento degli interventi di soccorso gestiti da Areu. Soprattutto nell'area milanese (in valore assoluto), mentre in percentuale quella di Pavia. «Le temperature elevate di questi giorni - ha sottolineato l'assessore al Welfare lombardo, Guido Bertolaso - stanno determinando un aumento delle richieste degli accessi al Pronto soccorso per patologie correlate al caldo, ma la situazione nei nostri ospedali è assolutamente sotto controllo grazie al lavoro coordinato della rete sanitaria lombarda», ha rassicurato. Lo conferma chi opera sul campo. Maurizio Migliari, direttore del dipartimento sanitario di Areu sgombra il campo dagli allarmismi. «Ce lo aspettavamo a luglio, quest'anno è arrivato a giugno, ma siamo preparati ad affrontare quest'ondata di calore e l'inevitabile impennata delle chiamate». Operativi h24, 7 su7 «pronti a far partire rapidissimi sistemi di aggiornamento in casi di bisogno, come ad esempio l'aumento degli operatori». La Lombardia, il Comune, Ats e Asst hanno subito infatti rimesso in moto la macchina del Piano Caldo che va a sostenere soprattutto le persone più fragili, anziani che vivono soli, chi ha patologie croniche, chi lavora all'aperto. Ats ha mappato gli over 75 del proprio territorio non ospitati nelle Rsa. Si tratta di 464.331 persone. Ma se il caldo anticipa sempre di più la morsa, il servizio sanitario sa già chi rischia di più. La divisione nei quattro livelli di vulnerabilità sulla base dell'età, delle malattie e di avere o meno parenti vicini, consente di attivare controlli e interventi mirati prima che si verifichi l'emergenza. Inoltre durante luglio e agosto Regione Lombardia ha disposto che una parte dell'assistenza sanitaria sia a domicilio. I medici di famiglia potranno andare a casa dei pazienti più fragili per visite programmate in modo immediato senza dover aspettare autorizzazioni burocratiche. Attivato anche un «Codice Calore» negli ospedali, una vera e propria corsia preferenziale in caso di disidratazione, svenimenti e stato confuionale. Ma l'emergenza caldo non riguarda solo sanità e servizi sociali. Regione Lombardia ha emanato anche un'ordinanza che limita il lavoro all'aperto nei cantieri edili, nel settore agricolo e nelle cave nelle ore più critiche, tra le 12,30 e le 16 quando il rischio segnalato dal sistema «Worklimate» raggiunge limiti elevati. A Milano la rete di protezione è affidata al numero verde 02.02.02 dove gli anziani e le persone fragili possono rcevere assistenza, mentre il Comune monitora le oltre 850 ituazioni considerate a rischio. A disposizione ci sono anche 116 «spazi freschi» gratuti.

Per vedere la luce in fondo a questo tunnel sahariano, i meteorologi dicono che bisogna attendere i primi giorni di luglio. Che non ci fossero più le stagioni, si sapeva. Ma ora pare che non ci siano neanche più le stagioni.

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