Milano, le mani della 'ndrangheta sull'ospedale dei misteri

La Procura indaga per associazione a delinquere di stampo mafioso sull'ospedale San Paolo, dove il 19 luglio precipitò dalle scale il genero di un boss

Perquisizioni, acquisizioni di documenti, intercettazioni ambientali e telefoniche: una indagine in corso da un anno viene allo scoperto nelle scorse ore, quando gli uomini della Direzione investigativa antimafia, su ordine del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, si presentano all'ospedale San Paolo. É uno dei più grandi ospedali pubblici milanesi. Sui suoi appalti e sui suoi affari si sarebbero allungate le mani del crimine organizzato. Non si conoscono i nomi degli indagati, ma l'inchiesta di cui quella sul San Paolo è una costola porta dritti ai piani alti della 'ndrangheta in Lombardia: è l'inchiesta «Infinito», condotta dal pool antimafia di Milano e che ha portato appena pochi giorni fa alla condanna di 119 colonnelli e gregari dei clan.
Anche dopo il blitz «Infinito», la Procura aveva continuato a scavare nei reparti e negli uffici del grande nosocomio. Anche perchè all'improvviso la vicenda si era tinta di sangue: all'ora di pranzo del 19 luglio scorso un uomo di 37 anni era volato nella tromba delle scale di servizio dell'ospedale. Si chiamava Pasquale Libri, lavorava all'ufficio appalti del San Paolo ma era anche il genero di uno dei boss più importanti della malavita calabrese, Rocco Musolino. A carico di Libri, almeno nella parte «emersa» dell'inchiesta, non c'era nulla a parte la parentela scomoda. Ma l'impiegato era stato intercettato più volte mentre parlava al telefono con l'uomo che per la Procura simboleggia l'infiltrazione della 'ndrangheta nel sistema sanitario lombardo: Carlo Chiriaco, direttore dell'Asl di Pavia, oggi in carcere per associazione mafiosa.
Nelle perquisizioni scattate oggi non si fa direttamente riferimento alla morte di Libri che - nonostante le molte stranezze raccontate dai testimoni della morte - rimane per ora etichettata come un suicidio. Ma nell'ufficio dell'impiegato sono state sequestrate numerose pratiche di appalti. Ed è proprio sugli appalti dell'ospedale che la 'ndrangheta avrebbe allungato le mani. Senza dimenticare che il San Paolo offre alla malavita organizzata un altro motivo di interesse, meno direttamente economico: al suo interno c'è un reparto speciale per detenuti di massima sicurezza. É qui che vengono portati i carcerati dei clan quando le loro condizioni di salute sono considerate incompatibili con la prigione. Tra gli altri, anche Totò Riina - inevitabile ricordarlo - è stato a lungo ospite del San Paolo.

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